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Febbraio 25, 2024
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Motorspot, a Marzo I giovani tornano in Carena. A Messina

Dal 12 al 14 la città siciliana torna ad ospitare il più grande evento del settore al Sud


Automotive e motorsport: a marzo prossimo, Messina tornerà ad essere capitale italiana della performance sostenibile  https://www.studentiincarena.it/

Dal 12 al 14, si terrà la quarta edizione di Studenti in Carena (https://www.studentiincarena.it/), l’evento ideato nel 2018 da Giacomo Risitano (Torino, ‘80), Professore di Progettazione Meccanica e Costruzione di Macchine presso l’Università degli Studi di Messina. che vive a Roma, ma lavora in Sicilia, dove è approdato dopo nove anni vissuti tra la Galleria del Vento presso l’Università degli Studi di Perugia, Roma ed altre realtà nazionali e internazionali di ricerca.

Da sempre appassionato di Innovazione, adora i veicoli a 2 e 4 ruote, ha fondato i progetti universitari targati UNIME: il team MotoStudent Stretto in Carena (SIC) ed il team Formula SAE Zancle e-Drive (ZeD). Dal 2018, ogni anno a Messina, organizza l’evento in presenza “Studenti in Carena”, che punta ad essere il più grande workshop sull’automotive al Sud Italia.

La manifestazione, partita come workshop, nelle prime tre edizioni ha avuto come ospiti personaggi come Mario Isola, direttore di Pirelli Motorsport, e ha raggruppato studenti di tutta la città.

Tutto nasce con il progetto Stretto in Carena (SIC) che partecipa al campionato MotoStudent, il quale vede la presenza di oltre 110 università del mondo per gareggiare con le proprie idee progettuali: i giovani sono stati invitati a dare spazio alla propria creatività creando un prototipo pre-moto3, avendo a disposizione solo il motore come unico punto di partenza.

“Per quest’anno – annuncia Risitano – il cuore della manifestazione sarà il 13 marzo, quando avremo speech motivazionali, talk e interviste. Il 12, gli ex studenti di Ingegneria racconteranno i propri casi di successo, mentre il 14 i neolaureati avranno la possibilità di incontrare le aziende e fare colloqui di lavoro. Il giorno 13 saranno presenti esponenti di Ducati, Aprilia, Maserati, Ferrari. E questo per dire che non esistono solo Milano e Torino con i loro Politecnici a ideare eventi e offrire possibilità concrete di occupazione”.

Giacomo Risitano è molto vicino ai suoi studenti e quando qualcuno di loro gli chiede come fare per mettere su una start up, consiglia di non improvvisare mai.

“L’idea conta – dice – ma bisogna avere competenze, conoscere il mercato, sapere fare un business plan, informarsi su quanto vendere, comunicare al team e ai clienti valori, utilità e sostenibilità di un prodotto, perché il progetto sia durevole, profittevole e duraturo. Il nodo spesso non sta nelle risorse finanziarie, ma nell’execution. Cioè nella capacità di adattare l’idea alle esigenze del mercato. Per questo è nato il Comitato InnovaMEssina, di cui sono presidente. Vorremmo dare vita ad una realtà che guidi i giovani, le imprese già avviate, ma che vogliano crescere, a progettare e rendere appunto esecutive le loro iniziative, nel rispetto dell’ambiente e delle persone”.  Dal novembre 2023, insieme al Comune di Messina, che ha gratuitamente concesso gli spazi, il gruppo di Risitano sta creando al Palacultura della città un Hub dedicato totalmente alla sostenibilità e all’economia circolare.

Risitano, che è un vulcano di idee, nel 2019, poco prima della pandemia, ha fondato Neural, una startup innovativa, che ha lo scopo di “favorire l’innovazione e la sostenibilità attraverso percorsi di Open Innovation e scouting e supporto di Startup Cleantech”. “Abbiamo aiutato – racconta – l’Autorità di Sistema Portuale di Messina ad affrontare il problema dell’inquinamento da idrocarburi e plastiche sversati in mare. Come? Facendo scouting e benchmark di soluzioni innovative e sostenibili. Abbiamo passato in rassegna diversi prodotti che avessero caratteristiche ben precise, ovvero innovative e sostenibili (best practice);. In campo manifatturiero, stiamo cercando aziende che realizzino materiali ecosostenibili con caratteristiche meccaniche compatibili ai materiali tradizionali per supportare il percorso di decarbonizzazione di imprese e grandi corporate. Infatti, oggi come oggi non basta più dire “prodotto green”, perché non è vero che un materiale è sostenibile sempre con il variare delle “condizioni a contorno”.

KnoWow, l’altra startup, fondata da Risitano, è il risultato di 20 anni di ricerca “durante gli studi a Catania– spiega – ho imparato una metodologia agli infrarossi termici che consentiva di abbatteva i tempi per prove di fatica sui materiali da un mese a tre giorni. Siamo andati oltre, migliorando la metodologia, creandone una più rapida, rendendola industrializzabile e abbiamo brevettato una macchina che riduce i tempi di testing a tre minuti abbassando notevolmente i costi. Infatti, le prove tradizionali sono costosissime per cui per avete un solo dato si sborsano cifre tra i 10 e i 50 mila euro. Questo prodotto, ovviamente, aiuta chi produce componenti in Additive Manufacturing. Spesso si dice stampa 3D come nulla fosse, ma il problema è sempre garantire che il materiale stampato non perda le sue caratteristiche. Penso che tra una ventina d’anni la filiera dei componenti meccanici automotive per le officine di riparazione scompariranno: non esisterà più il magazzino, ma solo una macchina di stampa 3D ed un file proprietario di stampa del semiasse da sostituire. Attrezziamoci e facciamo in modo che in Italia la Ricerca e Sviluppo non siano più solo un obbligo o un investimento per motivi fiscali, ma la chiave per reggere un modo sempre più sfidante”.

Cinzia Ficco

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