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Febbraio 25, 2024
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Oracle è vicino alle imprese nella trasformazione digitale

Ne parla Marco Giletta, Vice President Sales Applications, Continental Europe,


La trasformazione digitale nelle imprese consente di rivedere i processi produttivi. Gli
aggiornamenti dovuti alla tecnologia costringono le imprese a ripensare al modello di business.
Il paradigma economico in costante cambiamento lascia alle spalle un mondo di imprese che è
riuscito a imprimere la sua presenza anche senza la tecnologia. L’innovazione e il cambiamento
dettano quelle nuove frontiere economiche, dalle quali è fondamentale fare conoscenza e
imparare le potenzialità che possono esprimere. Le imprese devono girare pagina. A queste
trasformazioni si aggiungono le innovazioni più sofisticate come la famosa Intelligenza
Artificiale, divenuta un argomento di rilevanza nazionale poiché implica conseguenze
occupazionali importanti, senza dimenticare che rivoluziona il modello professionale del lavoro.
Oracle è impegnata a supportare le imprese nella trasformazione digitale e con Marco Giletta,
Vice President Sales Applications, Continental Europe,
vogliamo conoscere le diverse azioni
intraprese a beneficio delle imprese.

Qual è il ruolo di Oracle nella trasformazione digitale delle imprese?
«Oracle, “colosso” del mondo ICT nato in America oltre 40 anni fa, ha fatto della gestione dei
dati il suo cavallo di battaglia, offrendo tecnologie di database che sono diventate leader di
mercato in tutto il mondo e pressoché in tutti i settori industriali. Nel corso degli anni l’azienda si
è evoluta, in particolare in ottica cloud e oggi, oltre a tecnologie di database sempre più
sofisticate, offre applicazioni, infrastrutture e piattaforme in cloud – quindi come si dice in gergo,
“as a Service”, dove si paga solo per quello che si consuma – per ogni esigenza. Si va da una
suite completa di software applicativi “orizzontali”, cioè utili per tutte le aziende di qualsiasi
settore – in area Customer Experience, ERP, Financial Planning, Human Resources e Supply
Chain Management e altro ancora – a una serie di soluzioni verticali specialistiche per settori
industriali, a servizi cloud infrastrutturali che supportano in modo sicuro, affidabile e performante
anche le esigenze più complesse, fino alle tecnologie emergenti, quali l’AI generativa. Con un
fatturato globale di oltre 50 miliardi di dollari (anno fiscale 2023) e 150.000 dipendenti in 175
Paesi nel mondo, Oracle gestisce oggi con le proprie tecnologie i dati più strategici dei propri
clienti in tutto il mondo. Nel mio ruolo di Vice President Sales ho una responsabilità sul mercato
delle soluzioni applicative Oracle in numerosi paesi dell’Europa Continentale, tra cui l’Italia. Di
fatto coordino un team di professionisti che aiutano le aziende nostre clienti nel trasformare in
ottica digitale i propri processi aziendali».

Che indicazioni suggerire alle imprese durante questa rivoluzione del paradigma
economico?

«È vero, in effetti stiamo parlando di una vera e propria rivoluzione in ottica digitale, trainata dal
cloud computing e, più recentemente, dall’intelligenza artificiale (Artificial Intelligence, AI).
Capita spesso che le aziende, specie quelle di dimensioni più ridotte, si trovino spiazzate, ma
come in tutte le sfide anche in questo cambiamento di paradigma si celano opportunità enormi
in termini di razionalizzazione dei processi, maggior efficienza e, non da ultimo, trasformazione
dei modelli di business. Il cloud, ad esempio, consente di esternalizzare servizi infrastrutturali a
soggetti specializzati, con enormi benefici in termini di flessibilizzazione dei costi, efficienza e
sicurezza; le nuove potenzialità legate all’AI, se sfruttate appieno, possono consentire enormi
impatti sulla produttività aziendale. Non esiste però una ricetta unica, valida per tutte le aziende
ed in tutti i settori. Ogni caso ha le sue peculiarità. Occorre avere piena consapevolezza del
fatto che si tratta di un processo inarrestabile, che può portare enormi benefici, e affrontarlo
quindi con la giusta determinazione».

Quanto investire sulla formazione?
«La formazione rappresenta un elemento chiave per il successo di ogni programma di
trasformazione digitale. È importante infatti sottolineare che la tecnologia deve essere vista
come un fattore abilitante, che necessariamente deve essere supportato, per essere efficace,
da adeguate competenze richieste nel contesto di business. Competenze di natura tecnica, di
analisi dei dati, di sicurezza informatica e, più in generale, sono skill essenziali di cui sempre più
spesso le aziende si devono dotare per affrontare con successo questo nuovo paradigma».

Innovazione e digitale come influenzano il lavoro nelle imprese?
«Lo stanno trasformando in modo radicale e incontrovertibile. Questo è vero nella nostra vita
quotidiana, sia come singoli individui (pensiamo a come la nostra vita sia cambiata grazie
all’arrivo degli smartphone e delle potenzialità associate), sia nel mondo aziendale.
L’innovazione e il digitale impattano infatti pressoché tutti i settori industriali, dal settore
automobilistico ai servizi finanziari, dal commercio alle telecomunicazioni, al manifatturiero fino
alla Pubblica Amministrazione. Per citare alcuni esempi, frutto della mia esperienza in Oracle,
nel settore finanziario le principali banche si stanno muovendo da tempo per ridisegnare i propri
processi e modelli di business in ottica digitale, facendo leva su un migliore utilizzo e gestione
dei dati a disposizione. Nel settore manifatturiero, stiamo contribuendo in maniera rilevante alla
digitalizzazione dei processi di supply chain attraverso le nostre soluzioni. Un’ultima
considerazione. Oltre alle aziende di grandi dimensioni vediamo nelle PMI, che rappresentano il
vero nerbo della struttura produttiva del nostro Paese, un’area a grande impatto. Se da un lato
infatti l’utilizzo di servizi cloud, in particolare, ha registrato una considerevole crescita negli ultimi
anni, dall’altro la diffusione di altre tecnologie cruciali come i big data e l’intelligenza artificiale è
ancora alquanto limitata».

Il supporto di Oracle prevede di raggiungere specifici obiettivi?
«Le nostre tecnologie sono rivolte alle organizzazioni pubbliche e alle aziende, non soltanto a
quelle di grandi dimensioni, ma anche alla PMI, grazie a una offerta specifica pensata per
questo segmento. Le nostre soluzioni consentono quindi da un lato di ottimizzare i costi di
gestione, dall’altro di esplorare nuovi modelli di business riuscendo a estrarre il maggior valore
dai dati a disposizione delle aziende stesse. Cito un esempio per rendere meglio il concetto.
Oracle è, tra le altre cose, partner e sponsor di Oracle Red Bull Racing, la scuderia di Formula 1
che tanti successi sta riportando in questi ultimi anni. Certo, per vincere ci vuole una buona
macchina e un buon pilota, ma l’importanza della tecnologia è diventata fondamentale. Oracle
infatti supporta il team nelle definizione delle strategie di gara (attraverso l’esecuzione di
migliaia e migliaia di simulazioni in tempo reale prima e durante lo svolgimento della gara) e ha
contribuito allo sviluppo del motore che sarà usato dal 2026 perché Red Bull Powertrains, che si
occupa proprio di questo, utilizza risorse HPC (High Performance Computing) basate su Oracle
Cloud Infrastructure, per eseguire operazioni di fluidodinamica computazionale alla base della
progettazione».

Le imprese sono preparate al cambiamento?
«È una domanda a cui è difficile dare una risposta univoca. Avendo una responsabilità
internazionale ho il privilegio di vedere realtà profondamente diverse le une dalle altre. Ciò che
posso dire è che si è ormai diffusa da anni la consapevolezza dell’importanza della tecnologia
nei processi di trasformazione aziendale. Quello che un tempo veniva percepito come un
semplice costo necessario per il funzionamento aziendale ora viene considerato come un vero
strumento di cambiamento. Sotto questo punto di vista, quindi, mi sembra chiaro che le aziende,
di ogni dimensione e in ogni settore, si stanno attrezzando per affrontare al meglio questa
grande trasformazione digitale».
Francesco Fravolini

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