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Febbraio 23, 2024
Innovazione

Intelligenza artificiale: caro amico Stanley (Kubrick) ti scrivo e ti dico a che punto siamo

Prima di essere una tappa ampiamente riconosciuta del progresso scientifico, l’Intelligenza Artificiale è stata creata dall’immaginazione di scrittori, teorizzata da scienziati e corroborata nell’immaginario collettivo da un’ampia offerta letteraria e cinematografica.

La principale mistificazione e la conseguente diffidenza sul tema derivano probabilmente proprio da questi due ultimi filoni. Oltre ai suoi lati oscuri, come la stessa rete internet ha mostrato dalla sua invenzione, l’Intelligenza Artificiale rivela anche nuove opportunità a chi riesce a vedere oltre gli scenari catastrofisti e complottisti.

“AI for dummies”

La migliore definizione di Intelligenza Artificiale con cui penso di poter spiegare ai miei figli di cosa si tratta è ispirata proprio dal suo principale teorico, Alan Turing (23 Giugno 1912 – 7 Giugno 1954) e dalla definizione del famoso “Test di Turing”, appunto. Un sistema di intelligenza artificiale è un elaboratore (leggi, una qualsiasi discendenza tecnologica di un elaboratore) che sappia interloquire con un essere umano senza che questi capisca che sta parlando con una macchina. Non si tratta solo di rispondere a delle domande attingendo da una base di conoscenza, ma di interpretare e rispondere con le sfumature che si confanno ad un essere umano con un vissuto ed una coscienza di sé. Oggi il prodotto dell’umano ingegno che più si avvicina a questa definizione è Chat GPT (Generative Pre- Trained Transformer), un chatbot in grado di comprendere una domanda e  generare una risposta di fattura molto avanzata ed accurata, per una macchina. È talmente impressionante quello che questo chatbot può fare che, vi lascerò nel dubbio fino alla fine di questa lettura. E’ plausibile che una buona parte di questo articolo sia stata scritta da ChatGpT su mia richiesta esplicita.

Mistificazione o realtà?

Ora, sull’impiego dell’Intelligenza Artificiale, quindi sul delegare una macchina a prendere decisioni o fare cose per nostro conto, l’opinione pubblica si divide. I detrattori più impressionabili non hanno tutti i torti, visti gli scenari che ci hanno raccontato ad esempio i maestri del cinema degli ultimi 50 anni, di cui cito alcune visioni, tratte dalla mia playlist sci-fi preferita.

2001 Odissea nello spazio (1968).

Il maestro Stanley Kubrick ipotizza un futuro in cui un elaboratore molto sofisticato possa assumere il controllo integrale di una nave spaziale fino ad acquisire una autocoscienza ed una consapevole volontà di eliminare l’equipaggio.

Terminator (1984)

In questo cult degli anni 80, Skynet è una rete informatica globale progettata per efficientare i servizi resi ai cittadini attraverso la digitalizzazione e l’informatizzazione. Una rete che prende coscienza di sé e si ribella, producendo macchine sterminatrici per impossessarsi della terra.

Matrix (1999)

La trilogia ci racconta di una terra dominata dalle macchine che hanno ridotto gli umani ad essere delle risorse energetiche costrette ad un sonno inconsapevole mentre presumono di vivere una vita che, in realtà, è una complessa simulazione computerizzata somministrata in sonno, dal nome Matrix.

M3gan (2023)

Più contemporaneo, forse anche più vicino a noi e quindi più inquietante, questo film propone l’idea di una bambola robot senziente e creata inizialmente come ausilio pedagogico di una bambina rimasta orfana e, successivamente, come giocattolo di lusso per genitori che non hanno tempo. In seguito ad un malfunzionamento, la bambola si riprogramma per eliminare qualsiasi minaccia, presunta o reale della sua protetta.

Mistificazione o realtà? Certo è che il progresso tecnologico degli ultimi anni fa pensare, se solo le varie tessere del puzzle si incastrassero, che quei film fossero solo una preveggenza, non il frutto della fervida immaginazione di registi ed autori. Quali sono queste tessere? Blockchain, ChatGPT, Metaverso ed animatronica avanzata oggi sono la prova scientifica, non romanzata, di alcune delle visioni citate prima.

Pensiamoci un attimo.

Block Chain

È una tecnologia che promette la digitalizzazione e certificazione inviolabile di qualsiasi asset, materiale e immateriale: gioielli, opere d’arte, ad esempio. La nostra stessa identità biologica, il nostro profilo personale e professionale potrebbero un giorno essere digitalizzate e certificabili da ogni dove, in rete e, forse, sopravvivere alla nostra stessa materialità.

Metaverso

Promette mondi virtuali in cui ciascuna identità digitale possa fare esperienze, lavorare, guadagnare e rispondere a leggi della fisica o leggi in generale diverse da quelle reali. Esistono diversi metaversi oggi a disposizione e una crescente base di utenti. “Decentraland”, ad esempio, conta più di 300mila utenti mensili e utilizza Block Chain per portare l’esperienza virtuale al punto in cui è possibile acquistare asset virtuali con criptovaluta.

Chat GPT

Una intelligenza artificiale continuamente in evoluzione, con una base di conoscenza alimentata dalla rete internet. Genera contenuti e conversazioni che non fanno pensare alla presenza di una macchina dietro le quinte. Ed il colosso Google non si arrende ed annuncia con il progetto Gemini una intelligenza artificiale più evoluta e più potente della versione 4 di Chat GPT.

Animatronic di ultima generazione

I Robot umanoidi più avanzati sono molto vicini a superare il solco della cosiddetta uncanny valley.

L’uncanny valley è una sensazione di disagio che si prova quando si osserva un robot antropomorfo che, sebbene molto somigliante ad un essere umano sotto molti aspetti, non è del tutto realistico. Ameca, ad esempio, sviluppata dai maestri di “Engineered Arts” è il robot antropomorfo oggi più famoso sulla rete, mostra emozioni con decine di espressioni facciali ordinate da movimenti infinitesimali attuati da piccoli servomotori. Ed equipaggia una intelligenza artificiale per interagire in modo autonomo con l’ambiente circostante.

Per chi ha visto almeno uno dei film citati, c’è niente che non abbiate già visto? Scuoto la testa, e non ci penso, ma mi affascina…

Quali, invece, le opportunità?

Opportunità di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale al fianco dell’uomo, come un partner affidabile e, nel suo, molto più abile ve ne sono diverse, in tanti settori. Qualche esempio? Non sapremmo quello che sappiamo oggi della superficie di Luna e Marte se non vi avessimo spedito dei robot intelligenti che non hanno bisogno né di dormire, né di mangiare, né di respirare.

Contiamo di ridurre i tragici incidenti stradali che ancora insanguinano le strade del mondo con i sistemi di guida autonoma passando prima attraverso i sistemi di assistenza alla guida attivi ADAS.

La visione artificiale consente oggi di implementare servizi di video sorveglianza basati su sistemi di

Machine Learning, addestrati a riconoscere oggetti, persone o situazioni riconducibili a pericolo imminente.

Anche nel campo della medicina, i modelli previsionali di Machine Learning ci aiutano nella fase di prevenzione o identificazione precoce di malattie o nel diagnosticare attraverso le immagini di risonanze e TAC la presenza o insorgenza di malattie come cancro, disturbi cardiaci o neurologici.

Sono tante le applicazioni, in uno spettro che varia dal faceto al premio Nobel, in cui l’Intelligenza Artificiale può essere e sicuramente continuerà ad essere determinante oltre le nostre umane capacità.

Rischi

Dietro le quinte dei sistemi di Intelligenza Artificiale c’è una potenza di elaborazione importante e sembra che la competitività dei colossi in lizza per crearsi una fetta di mercato in quest’area si giochino la partita sulla loro capacità finanziaria di accaparrarsi potenza di calcolo e nuovi Data Center. Microsoft, ad esempio, ha investito 10 miliardi di dollari su Chat GPT e la sua intelligenza artificiale generativa. Questi Data Center, però, hanno bisogno di risorse energetiche per essere alimentati e di una enorme quantità di acqua per essere raffreddati. Secondo uno studio dell’Università della California, si stima che per rispondere dalle 5 alle 50 domande a Chat GPT venga consumato un litro di acqua per raffreddare i calcolatori che rispondono a quella richiesta. Non siamo ancora ai livelli del manga movieMatrix, cui si accennava, e dell’uso degli esseri umani come batterie ma, comunque, la cosa fa pensare.

Ma il rischio principale su cui si dibatte, peraltro esasperato nelle produzioni cinematografiche già menzionate, è la perdita del controllo, o eccesso di delega. I sistemi di intelligenza artificiale non sono infallibili. E specialmente in talune aree, non possono sostituirsi al giudizio dell’uomo. L’intelligenza artificiale generativa, poi, ci tenta nelle sue scorciatoie di produrre contenuti verosimili e di alta fattura, siano essi racconti, articoli o interpretazioni di dati, immagini e video. Il bias (o fattore di errore/imprecisione) legato a questi sistemi è frutto della loro natura. Sono macchine, e la sottile differenza tra oggettivo e inventato può essere un algoritmico esercizio di stile, dannoso in alcuni contesti. Il modo più efficace di mantenere il controllo è, innanzi tutto, pensare che questi sistemi li abbiamo inventati noi e riconoscerne, infine, il giusto ma non assoluto valore. La comunità europea in questo senso si è recentemente impegnata alla formalizzazione, attraverso l’AI Act, di regole di ingaggio per un uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale, in breve un uso che non violi principi di inclusività, trasparenza e sicurezza per l’essere umano. La stessa Intelligenza Artificiale generativa, come Chat GPT, è citata in questa dichiarazione, unitamente alle raccomandazioni per un suo uso consapevole, informato e trasparente.

Che la tecnologia sia sempre di ausilio all’uomo, che ne estenda le capacità e ne amplifichi alcuni sensi, senza sostituirsi a lui.

Infine, se volete saperlo, no, questo articolo non è stato generato da Chat GPT. Ma sono stato tentato…

Fabio CardilliProduct Manager in Talentia Software Laureato in Scienze dell’Informazione presso l’Università degli Studi di Bari, lavora da più di vent’anni nel settore IT proponendo l’uso della tecnologia e di soluzioni innovative a servizio della valorizzazione del capitale umano e della semplificazione dei processi HR.

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