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Maggio 25, 2024
Focus

Equità e inclusione: ancora scarsi gli investimenti nelle piccole e medie aziende

E’ la fotografia scattata da una ricerca commissionata da Valore D a Nomisma


Le piccole e medie imprese non sono molto propense a investire sull’innovazione culturale.

E la visione e l’approccio non registrano grande maturità quando si affrontano argomenti di diversità ed equità, senza dimenticare una concezione poco moderna delle tematiche relative all’inclusione.

È questa la fotografia emersa dalla ricerca “Diversità, Equità, Inclusione nelle PMI italiane”, commissionata da Valore D a Nomisma https://www.nomisma.it/ su un target di oltre 500 piccole e medie aziende. L’obiettivo dell’analisi è quello di comprendere il loro approccio verso le tematiche DEI e quindi realizzare una mappa delle iniziative adottate. Scendiamo nel dettaglio per conoscere Valore D.

Conviene ricordare che sono argomenti con i quali coinvolgere le piccole e medie imprese poiché l’attuale momento storico cambia modalità di produzione e, di conseguenza, rivoluziona i processi aziendali.

È un rinnovamento del paradigma economico che deve trovare nelle imprese quella opportuna preparazione e sensibilità, proprio per conoscere le novità, per applicarle al nuovo modello di business.

Analisi del settore

È proprio l’indagine a evidenziare una distanza culturale nell’approccio alle tematiche DEI tra piccole e medie imprese, specchio della sensibilità su questi temi della dirigenza. L’approccio all’inclusività è spesso la conseguenza della soggettività del singolo e della propria esperienza personale. L’importanza di perseguire obiettivi di sostenibilità economica, sociale ed ambientale e di adottare azioni concrete per favorire questi aspetti è prevalentemente ‘teorica’, mentre la mappatura delle iniziative adottate rivela un approccio molto semplificato.

Sono molte le realtà che non ritengono di aver bisogno di iniziative DEI e che non individuano alcun vantaggio nell’adottarle, non hanno all’interno una figura dedicata e nemmeno un budget assegnato.

Limitata la presenza femminile e scarsa la conoscenza della certificazione di genere tra le aziende intervistate.

Come affrontare tematiche DEI

C’è una crescente sensibilità nei confronti degli argomenti riguardanti la sostenibilità nelle imprese. Tuttavia questo approccio culturale dei manager non si trasforma in una chiara priorità di business nelle aziende. «Per il 20% delle PMI questi aspetti rivestono una funzione secondaria – si legge nel Documento di Nomisma – mentre per il 21% non hanno alcun ruolo.

Quando si analizza in profondità, il 59% delle PMI sceglie iniziative concrete a favore di diversità e inclusione, ma le dimensioni aziendali influiscono sull’approccio a questi temi: quelle di dimensioni più ridotte adottano nel 61% dei casi iniziative singole, mentre le medie tendono ad avviare con maggiore frequenza (nel 72% dei casi) veri e propri percorsi strategici. In generale, infatti, le PMI hanno difficoltà a percepire i vantaggi nel lungo periodo collegati alle iniziative DEI, considerate secondarie oppure non importanti dal 41% degli intervistati. Solo il 16% ha al suo interno una figura dedicata alla gestione DEI, poco diffusi anche i responsabili degli aspetti di sostenibilità (35%), mentre la figura del responsabile risorse umane è presente in una PMI su due. Nelle imprese che non hanno figure specifiche dedicate a trattare questi aspetti, la gestione è affidata alla dirigenza aziendale (titolare/imprenditore, amministratore delegato, direttore generale nel 44% dei casi) mentre per circa una PMI su tre non è prevista una delega specifica. Il 72% delle PMI non ha attualmente, e non lo prevede in futuro, un budget dedicato a queste tematiche, numero che sale all’80% per quanto riguarda le piccole imprese. Andando nel dettaglio, solo il 16% delle PMI (12% piccole e 23% medie) ne prevede uno nei prossimi 12 mesi. Spunti di riflessione emergono anche dall’analisi dei motivi del mancato ricorso a iniziative DEI. Se la dimensione aziendale rappresenta il primo ostacolo (citato da una PMI su due), non sono da trascurare altri aspetti. Il 37% degli intervistati non ritiene di aver bisogno di simili iniziative, tre medie imprese su 10 non individuano alcun vantaggio derivante dall’adozione di iniziative a favore della diversità, equità e inclusione, mentre il 14% delle piccole imprese non ci ha mai riflettuto.

Si evidenzia pertanto la mancanza di una visione moderna dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità. In molti casi le azioni intraprese si limitano ai temi del welfare e della conciliazione vita privata-lavoro. Restano ai margini i programmi di formazione per la costruzione di una cultura aziendale, meno di un’azienda su tre fa formazione sui temi DEI o networking con altre realtà».

Certificazione e presenza femminile

L’indagine condotta da Nomisma si estende anche al tema della parità di genere. «Il 63% delle PMI – si legge nel Documento – conosce l’esistenza di una certificazione: il 21% sa di cosa si

tratta, mentre il 42% ne ha solo sentito parlare. Ad oggi la quota di PMI che ha ottenuto la certificazione è ancora minuscola (1% tra le medie imprese), ma un’azienda su tre potrebbe richiederla già nel prossimo anno. Il campione intervistato evidenzia una scarsa presenza femminile a livello apicale: nel 16% delle PMI non ci sono donne in queste posizioni e nel 57% delle PMI le donne in posizioni apicali sono meno del 25%».

Francesco Fravolini

Valore D è la prima associazione di imprese in Italia: più di 350 realtà produttive sono presenti
nel mondo culturale di Valore D. L’associazione di imprese è impegnata in prima linea, sin dal
2009, per l’equilibrio di genere e per una cultura inclusiva nelle organizzazioni e, più in
generale, nell’Italia. Potremmo definire Valore D come se fosse un soggetto culturale che
intende diffondere e tutelare sia le pari opportunità nel lavoro, sia l’inclusione nel mondo della
produzione, a beneficio del rispetto delle persone. L’associazione, voluta a seguito dell’incontro
tra dodici manager di altrettante aziende virtuose, rappresenta in questo momento storico un
osservatorio privilegiato per svolgere un’accurata analisi dell’efficacia delle policy pubbliche e
private, orientate all’inclusione e alla promozione di best practice e di nuovi modelli di politiche
finalizzati all’efficacia, senza tralasciare l’efficienza e la valorizzazione dell’empowerment
femminile https://valored.it/.https://valored.it/.

F. F.

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