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Maggio 25, 2024
DirittoFocus

Incidenti sul lavoro: “Basta considerare la prevenzione un costo aggiuntivo”

Intervista con Vincenzo Silvestri, presidente della Fondazione dei consulenti

Abbiamo circa 700mila occupati in più rispetto al 2019, ma occorre considerare che la spesa pubblica è 157 miliardi più di allora: una cifra che vale 4 milioni di salari medi a tempo pieno. L’Italia è l’unico Paese in Europa dove, tra il 1990 e il 2020, i salari reali sono calati: altrove sono cresciuti del 30% e anche di più. Anche i dati aggregati sulle dichiarazioni dei redditi confermano la stima Ocse di una perdita del 7% del potere d’acquisto dal 2020. E il divario occupazionale e di reddito tra uomini e donne resta sempre uguale, anche tra i dipendenti a tempo indeterminato: un quinto delle lavoratrici rientra tra i cosiddetti working poors. Questa condizione è molto diffusa nel precariato”.  

Non vede proprio rosa Vincenzo Silvestri (1959, Palermo), da sei anni presidente della Fondazione Consulenti del Lavoro, tracciando un quadro economico del nostro Paese. fondazionelavoro.it

Nonostante i dati Istat aggiornati a marzo scorso siano positivi sul numero degli occupati, per lui ci sarebbe ancora tanto da fare, soprattutto per fronteggiare la crisi demografica.

“Parlo della madre di tutte le emergenze – afferma  il Presidente – sembra ormai irreversibile e può compromettere qualsiasi forma di economia o speranza di un futuro migliore, se non saremo in grado di arginarla. I ventenni di oggi sono numericamente pochi (-38% rispetto agli ultracinquantenni) e questo comporta una crisi difficilmente modificabile del mondo del lavoro, delle pensioni e perfino dei patrimoni delle famiglie. È il momento di scelte vere, di ridare valore al lavoro e cominciare a ragionare davvero in dimensione europea. Cosa fare in concreto? Bisogna investire in politiche attive e creare un’effettiva rete dei servizi per il lavoro. Dobbiamo riconoscere a questo Ministero del Lavoro che gli ultimi provvedimenti vanno in questa direzione. La strada è lunga, ma si sta tentando di incidere su ritardi decennali”.

Un neo nel mondo del lavoro è rappresentato dagli infortuni e dalle morti. Cosa chiede la Fondazione?

Fino a quando gli imprenditori considereranno la sicurezza del lavoro  un costo aggiuntivo, sarà difficile cambiare tendenza per ottenere finalmente un trend fisiologico di infortuni sul lavoro. Per questo il potenziamento degli ispettori, se pur necessario, non è sufficiente a risolvere o attenuare il fenomeno. La mancata sicurezza fa il paio con la mancanza di rispetto delle norme, ancora elevata nel nostro Paese. Recuperare questo gap è fondamentale per portare l’Italia a livelli di coesistenza civile.

E veniamo alla Fondazione che guida dal 2018.

La Fondazione lavoro ha circa 2400 iscritti, tutti consulenti del lavoro. E’ un’agenzia per il lavoro autorizzata all’esercizio dell’intermediazione della mano d’opera dal Ministero del lavoro.  Offre servizi di politiche attive, orientamento per i giovani, formazione finanziata, ricerca e selezione del personale, tirocini curriculari. In pratica Fondazione Lavoro mette a disposizione queste attività, senza scopo di lucro, per permettere ai consulenti del lavoro di offrire alla propria clientela ulteriori servizi professionali. La natura della Fondazione lavoro, pertanto, è più propulsiva che di Centro Studi.

Quali sono oggi le problematiche che affrontano i consulenti del lavoro e con il digitale l’attività dei consulenti  si è alleggerita?

Il digitale ha cambiato l’attività dei consulenti del lavoro che hanno dovuto spostare le prestazioni su piattaforme telematiche. La cosa non han agevolato nè razionalizzato l’attività. La burocrazia, vero male di questo Paese, si è trasferita nell’informatica che a volte piega la stessa normativa alle sue esigenze, ma senza produrre un significativo sfoltimento delle procedure, dei passaggi e delle ridondanze. Adesso la nuova sfida sarà l’introduzione dell’Intelligenza artificiale, sperando che sia la volta buona per provare a svecchiare e modernizzare realmente l’amministrazione pubblica.

Il 6 maggio prossimo si chiude il tour della Fondazione “Il Lavoro viaggia con noi” e la tappa è Messina. Cosa avete raccolto in questa iniziativa itinerante?

Partendo lo scorso 3 aprile da Napoli, il tour ha attraversato 18 città italiane coinvolgendo circa 5mila fra studenti di scuola secondaria di secondo grado, universitari e cittadini in cerca di occupazione. Nella tappa finale – cioè nella città dello Stretto- che gode della collaborazione e del patrocinio del Comune di Messina, i giovani riceveranno dai professionisti specializzati attività di orientamento per scegliere in modo consapevole i percorsi di studio più adatti alle esigenze del mercato del lavoro. All’interno del truck e nei diversi stand saranno offerti sessioni di gruppo e workshop, dedicati al mercato del lavoro, ai settori trainanti, alle professioni e ai titoli di studio più richiesti, nonché lezioni tematiche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sul lavoro etico. In particolare, tre sessioni saranno concentrate sulle opportunità di impiego e sulle politiche attive disponibili nel territorio, alla piattaforma “Sorprendo” – che aiuta a comprendere il campo lavorativo in cui spendere meglio le proprie competenze – e al videogame “GenL” sul lavoro etico. L’iniziativa ripartirà il prossimo anno, e verrà strutturata all’interno dei percorsi di alternanza scuola – lavoro che gli istituti scolastici devono obbligatoriamente attivare.

Cinzia Ficco

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