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Aprile 17, 2024
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Da piccola bottega artigiana ad azienda mondiale. La sfida vinta dagli “Invincibili” Beccaria

E’ l’industria meccanica piemontese, nata nel 1951, oggi guidata da Enrica, suo fratello e suo cugino

Dici Beccaria di Scarnafigi e pensi subito a due cose: Invincibile Innovazione.  

Quella di questa azienda è una storia di continue trasformazioni nell’organizzazione interna, nel processo di produzione e nel prodotto e di grande rispetto per il personale.

Nel nome del primo prodotto in assoluto, il destino di questa realtà, nata in provincia di Cuneo, per una sfida. Siamo nel 1951 quando, Domenico Beccaria, per aiutare un amico agricoltore, costruisce una macchina inedita. L’ Invincibile, appunto: il primo mulino a martelli che riesce a macinare il prodotto senza surriscaldarlo e che oggi rimodulato, aggiornato, viene utilizzato nel campo agricolo e in particolare  nella macinazione di cerali diversi, destinati alla produzione di mangimi zootecnici. https://mail.google.com/mail/u/0/#inbox/KtbxLvhCJRrMDrXjZvWctDhJgNncxMWJdq?projector=1&messagePartId=0.4

 “Già negli anni Ottanta l’azienda – ci racconta Enrica Beccaria, classe ’75, (Laurea all’Università Bocconi) al timone della realtà imprenditoriale con suo fratello e suo cugino –  sente la necessità di ampliare e differenziare i campi di applicazione dei propri macchinari e dei propri impianti in altri settori: industria di materie plastiche, polveri, intonaci, edilizia, industrie alimentari, e industrie in cui si utilizzano materie prime in granulo o polvere”.

Oggi Beccaria conta settanta dipendenti, ha un fatturato che oscilla tra i dieci e gli undici milioni di euro ed esporta il cinquanta per cento dei suoi prodotti in tutto il mondo.

“Curaservizio e soddisfazione del cliente sono i nostri punti di forza- ancora Enrica – La capacità di fornire al cliente la soluzione più adatta in base alle sue esigenze, la certezza di assegnare un bene durevole per il presente e il futuro, e ancora, lo studio complessivo, i processi di sviluppo dei dettagli, il montaggio, il collaudo e l’assistenza post-vendita rendono ogni macchinario un unicum, riconoscibile e monitorato nel tempo grazie alla gestione automatizzata. I valori che ci rappresentano sono: esperienzaaffidabilitàetica e innovazione, flessibilità. Tutto questo ha permesso ad una piccola bottega artigiana di crescere, trasformarsi e farsi conoscere in tutto il mondo”.

Azienda Beccaria di Scarnafigi, in Piemonte

Le commesse medie si aggirano su un valore di duecentomila euro e possono arrivare al milione di euro, senza escludere alcuna fornitura anche molto più piccola.

In futuro, i tre titolari puntano ad incrementare il fatturato del quindici per cento co investimenti soprattutto nel processo produttivo e nella formazione.

Dal 1951 la guida dei Beccaria ha avuto vari passaggi di mano. “Dal fondatore, mio nonno Domenico Beccaria – ci fa sapere Enrica – a mio padre Renato Beccaria con la sorella Lucia Rosa, e da questi ultimi all’attuale gestione, con mio fratello Domenico Beccaria, mio cugino Paolo Massano. Il primo passaggio è avvenuto in modo doloroso a causa della prematura morte del fondatore. Il secondo attraverso un affiancamento della seconda e della terza generazione. Poi si è lasciata la guida a noi tre nel 2018”. 

Enrica è in azienda dal 2000, gli altri due titolari sono entrati qualche anno prima.

Il piccolo comune di Scarnafigi ha dedicato a Renato Beccaria, che ha sviluppato e fatto crescere l’azienda, una piazza. Negli anni 60, invece, il Comune ha ricordato il fondatore Domenico Beccaria.

Il management della Beccaria è al femminile per un terzo. “E questo – conclude Erica, che segue l’amministrazione e il personale – è un valore aggiunto per l’azienda, anche se il top si raggiunge quando si incrociano i punti di vista e i progetti di tutti. Sì, perché tanta importanza abbiamo sempre dato al confronto e alla collaborazione di tutto il personale. Per li nostri lavoratori abbiamo creato un ambiente familiare, umano, rispettoso. Con loro, una squadra capace, brillante ed ambiziosa. Con una cadenza periodica organizziamo feste per premiare chi ha compiuto 30 anni di attività o chi va in pensione. Il turn over è bassissimo ”.

Per i settanta anni della Beccaria è stata pubblicata una monografia.

Cinzia Ficco

 

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