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Maggio 29, 2024
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La nuova sfida delle pmi europee? Si chiama Rotta 23

Potenziare gli accordi con il mercato latinoamericano, in espansione


La forza dell’America Latina come mercato di interesse per l’Italia e per l’UE in generale ha lanciato alle aziende europee la sfida di allargare i propri confini alla ricerca di un mercato che si presenta come estremamente redditizio e molto interessante.

In particolare, l’Italia nel primo quadrimestre del 2023 ha registrato una crescita tendenziale delle esportazioni del 5,9%, a cui si aggiungono l’aumento delle vendite di macchinari ed elettrodomestici (+14,2%), farmaceutico, chimico-medico e botanico (+17,6%) , autoveicoli (+22,7%) e alimentari, bevande e tabacchi (+10,5%).

A marzo 2023 le esportazioni verso i Paesi MERCOSUR Mercado comun del Sur- Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (+28,0%), Cina (+26,3%), Turchia (+25,4%), Paesi ASEAN (Sud Est asiatico) (+20,0%) e Stati Uniti (+9,3%) sono aumentate in termini tendenziali.

Grazie agli accordi raggiunti dall’Unione Europea con Cile e Messico, e con un accordo di grande impatto in corso con il Mercosur, che creerebbe la più grande area di libero scambio al mondo, le aziende europee metteranno l’America Latina nel loro radar come obiettivo per le grandi imprese.

Questo accordo con il Mercosur è stato dichiarato da Josep Borrell, alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, come il più importante nella storia dell’Unione europea.

Quali sono i vantaggi di questo accordo?

• Zona di libero scambio composta da 800 milioni di persone

• Economia con un quarto del PIL mondiale

• 100 miliardi di dollari di scambi bilaterali

Questa tappa è stata da lui stesso definita Rotta 23, definendo così l’anno dell’America Latina in Europa e dell’Europa in America Latina.

L’attuale mercato latinoamericano è caratterizzato da un alto tasso di crescita, stabilità e una popolazione in crescita, con un’economia potente e, secondo un rapporto della London School of Economics, dopo questo accordo, il PIL dell’UE aumenterebbe di 0 0,1% all’anno fino al 2032 e 0,3% per i Paesi del Mercosur, rendendola una delle alleanze commerciali più importanti al mondo.

Allo stesso tempo, è stato firmato un accordo commerciale modernizzato con il Cile, che riduce a quasi il 100% le tariffe sulle esportazioni europee verso questo Paese, il che consolida ulteriormente il riavvicinamento Europa-Latam.

Il 99,9% delle esportazioni dell’UE verso il Cile sarà esente da dazi, oltre alla protezione delle denominazioni di origine per formaggi e vini europei, con l’Italia che è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine.

Anche Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, ha fatto riferimento alla costruzione di una nuova e diversa alleanza tra Europa e America Latina, un’alleanza in nome dei valori di libertà, democrazia, in nome della nostra comune identità e del rispetto Mutual.” (In foto, Buenos Aires, Argentina)

Il Made in Italy è il terzo brand più riconosciuto al mondo, dopo Coca Cola e Visa.

Le esportazioni di merci dall’Italia verso l’America Latina hanno raggiunto nel 2015 quasi 14 miliardi di euro, che hanno generato, con le importazioni, un saldo positivo per l’Italia di circa 5 miliardi d ieuro (SISTAN-ICE, 2015).

Il Brasile è stato negli ultimi anni il principale partner commerciale latinoamericano dell’Italia, seguito da Messico e Cile.

“In un mondo di giganti, l’America Latina e l’Unione Europea rappresentano il 14% della popolazione mondiale e il 21% del prodotto lordo. Entrambi sono i maggiori produttori di risorse alimentari e quindi condividono la responsabilità di garantire la sicurezza alimentare alle popolazioni mondiali.

Impressionante la rete di collaborazioni, accordi commerciali e politici tra l’Europa e 27 dei 33 Paesi latinoamericani e caraibici, grazie alla quale il commercio tra le due regioni è aumentato del 40% negli ultimi quattro anni, dal 2018 al 2022. Gli investimenti diretti degli Stati membri dell’Unione Europea in America Latina nel 2021 ammontano a quasi 700milioni, superando la somma di quelli di Cina, India, Giappone e Russia insieme.

Così il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha spiegato la portata di questi accordi il mese scorso, in Cile.

Il Messico rappresenta, insieme a Brasile, Cile e Uruguay, i Paesi latinoamericani che stanno stabilendo nuove importanti alleanze commerciali con l’Europa, compiendo gli ultimi passi verso la firma di un nuovo accordo globale modernizzato. Al vertice UE-Celac, sempre il mese scorso, l’UE ha firmato accordi con El Salvador, Ecuador, Honduras, Argentina, Uruguay e Cile, oltre a stabilire progetti di cooperazione per un valore di 45 miliardi di euro. L’accordo siglato con Uruguay e Cile mira a sviluppare un’industria competitiva e sostenibile per lavorare le materie prime, valorizzare il settore minerario, creare posti di lavoro di qualità e promuovere una crescita economica sostenibile e inclusiva: si legge in una nota diffusa dall’UEf.

Il 1° marzo 2023, si è celebrato ufficialmente il decimo anniversario dell’entrata in vigore dell’accordo commerciale tra Perù e Unione Europea. Nel caso delle esportazioni verso il Paese sudamericano, i principali Paesi di provenienza sono stati la Germania (1.155 USD) , Spagna (875 milioni di dollari) e Italia (787 milioni di dollari) e, dopo questo accordo, il rapporto tra il Perù e l’Unione Europea continua ad essere solido e dinamico.

Il panorama si alza, l’America Latina è, in questo momento, un punto chiave per fare affari, per esportare e posizionare marchi di vari articoli. Il mercato latinoamericano ha caratteristiche speciali che lo rendono unico e le aziende devono comprendere la complessità di ogni Paese in questa regione per affermarsi, non è solo la presenza di un partner locale che renderà l’azienda leader in questo nuovo mercato. Nel caso dell’Italia in particolare, sono numerosi gli enti governativi e privati che collaborano alla riuscita di questo sbarco. L’importante è avere chiaro che oltre ad arrivare bisogna restare. Il che richiede alle aziende una comunicazione e un marketing specifici strategie.

                                  Andrea Teresa Keen, Ceo e Co- Founder Keen Communication Group

Fonte dati: Istat, Istituto Nazionale di Statistica

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