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Dicembre 7, 2023
FinanzaManagement

Business Controller: il ruolo, le difficoltà, le responsabilità di questa figura nel nostro Paese

Parla Fabio Sorrentini, 54 anni, entrato di recente nel finance team di CooperVision Italia


Tra le figure sempre più determinanti per la vita di un’azienda si sta affermando quella del business controller.

Ma di preciso in cosa consiste la sua attività, quanto è difficile svolgerla in Italia e come dovrà attrezzarsi per le sfide future?

La redazione di Aziendatop.it l’ha chiesto a Fabio Sorrentini, 54 anni, residente a Milano con la sua famiglia perché è entrato di recente nel finance team di CooperVision Italia, appunto come Business Controller di un team di otto persone e per la sua esperienza.  www.coopervision.it

Dopo alcuni anni all’estero, Sorrentini inizia il suo percorso in una delle maggiori aziende di revisione dei conti (PricewaterhouseCoopers) fino a quando nel 1999 entra nell’attuale gruppo Sanofi, assumendo ruoli vari, nel controllo di gestione, come responsabile amministrativo e finance business partner. Negli ultimi cinque anni ricopre la carica di CFO in Zentiva Italia, nata dallo scorporo della business unit farmaci generici del Gruppo Sanofi.  Oggi è nel settore lenti.

“Il business controller – ci spiega – rappresenta  un partner strategico del comitato di direzione di una azienda. Nel suo ruolo, ha visibilità a 360 gradi sulle attività del business, contribuisce a prendere le decisioni e a realizzare i principali progetti dell’anno, ad esempio, efficientando i processi e valutando il ritorno di investimenti. Allo stesso tempo, mantiene le responsabilità di tutti i processi tipicamente finanziari: contabilità e tasse, tesoreria e credito, controllo di gestione, audit e compliance.

Cosa fa di diverso rispetto al Financial Controller?

Non ci sono differenze sostanziali rispetto al ruolo di un Financial Controller, Head of Finance o altre denominazioni usate in altre aziende. Il ruolo di Business Controller è tipicamente ricoperto da un Direttore Amministrativo e Controllo. Se volessimo provare ad accentuare le differenze, diremmo che il Business controller ha in più un marcato coinvolgimento sulle attività di business.

Quanto è diffusa nelle aziende italiane questa figura rispetto all’estero?

Il ruolo è più o meno presente in tutte le aziende, anche se molto dipende da quanto sono strutturate. Una figura finance è pressoché presente in ogni azienda italiana. Possono variare la connessione con il business e con le altre funzioni, il supporto decisionale che il Business Controller dà al business.

A quali condizioni lavora in modo efficiente ed efficace? E qual è il suo strumento più importante?

Un efficace sistema di governance che permette di gestire i processi in modo fluido e con adeguati presidi di controllo è una delle condizioni alla base di una gestione efficiente dell’operatività aziendale. La tecnologia è uno strumento molto importante per permettere il buon funzionamento di processi sempre che risponda alle esigenze del business. Purtroppo, le implementazioni di nuovi sistemi non sono semplici, e la gestione delicata di questo passaggio è qualcosa di cui tenere conto. Anche noi in CooperVision, veniamo da un recente cambio di sistema operativo e dopo alcuni mesi siamo tuttora in una fase di stabilizzazione dei sistemi e armonizzazione con nuovi standard. Tra i trend emergenti, ricordo anche come sono sempre più frequenti nelle multinazionali implementazioni di piattaforme comuni a diversi Paesi. In queste situazioni una delle difficoltà è quelle di coniugare le necessità specifiche e le peculiarità dei clienti locali con gli standard della piattaforma.

E quindi?

Sempre più gruppi internazionali ed imprese locali e di medie dimensioni si rivolgono alla fine all’intelligenza artificiale. Essa può assumere varie misure e servire diverse funzioni aziendali. Il vantaggio dell’intelligenza artificiale è quello di automatizzare attività transazionali di routine a basso valore aggiunto per permettere alle persone di dedicarsi sempre più ad attività strategiche a supporto del business. Le funzioni maggiormente impattate sono quelle di supporto, dove l’implementazione dell’AI consente un salto di qualità nella misura in cui le risorse si possono dedicare ad una maggiore supervisione e controllo dei processi e quindi fare business. L’ottimizzazione dei processi consente a sua volta di dare un miglior servizio ai clienti.

L’Intelligenza artificiale prenderà il posto di un business controller?

Non vedo una sostituzione del business controller e delle sue risorse con l’AI, piuttosto una trasformazione di attività di routine in attività più tattiche. AI e risorse sono sempre più complementari per dare efficienza all’operatività aziendale e migliorare il servizio ai nostri partner.

Quanto la vita di un’azienda dipende dalla sua attività?

Ritengo vincente una solida partnership tra le funzioni di supporto e le funzioni commerciali e marketing. Le funzioni devono essere ben connesse alle attività del business, serve conoscere gli obiettivi e le strategie. L’evoluzione ed il successo di un business dipendono anche dall’efficienza dei suoi processi, dal coordinamento di tutte le funzioni che permettono puntualità di esecuzione delle azioni e sostenibilità del business. In quest’ambito il business controller ed il suo team giocano un ruolo molto importante. Il business controller deve conoscere bene l’attività, il mercato di riferimento, i peers e gli obiettivi strategici. Occorre un know-how che permetta non solo di supportare la messa a terra delle strategie, ma anche saper anticipare le necessità e proporre soluzioni. Altrettanto fondamentale è il suo ruolo di garante della compliance e dei processi aziendali: questo significa attuare adeguati processi, supportare i colleghi per far sì che i processi aziendali siano conosciuti e seguiti in modo appropriato.

Quanto è difficile svolgere questa attività in Italia?

L’ Italia rispetto ad altri Paesi europei è caratterizzata da una frammentazione di clienti, seppure sia già in corso un processo di centralizzazione in gruppi e catene. Il nostro impegno è raggiungere tutti i nostri clienti, garantendo a tutti il miglior servizio in pari misura. Questo richiede un maggiore sforzo e una maggiore attenzione da parte delle funzioni di supporto nel gestire un numero significativo di clienti, documenti e transazioni, cercando di soddisfare al meglio tutte le richieste.

Il Business Controller è presente anche nelle pmi?

La presenza della figura del Business Controller nelle pmi dipende da quanto è strutturata l’azienda. Potrebbe accadere che l’organizzazione e la dimensione di questa non consentano la presenza di una figura specifica nel ruolo di Business Controller. Questo non esclude che le attività di un Business Controller non siano ricoperte da un’altra figura. Spesso avviene che in realtà più snelle e di dimensioni ridotte, sia un’altra figura dell’executive, un socio, l’AD o un altro membro del CdA a ricoprire allo stesso tempo il ruolo di Business Controller. Dalla mia esperienza, la necessità di avere una figura in azienda che supporti l’implementazione delle strategie, l’efficientamento dei processi e abbia solide competenze finanziarie è molto sentita anche dalle pmi. Nei casi in cui non sia presente una figura che possa assumere questo ruolo, i piccoli e medi imprenditori si  sono rivolti a consulenti esterni per cercare il supporto che un Business Controller dà al business.

Un ruolo delicato, carico di rischi. Quanto crescono le sue responsabilità col tempo?

Il ruolo è molto interessante e sfidante. Ci possono essere tante gratificazioni derivanti dal successo di progetti, ottenuto dallo sforzo e l’impegno congiunto del team finance e di altre funzioni. Risultati che si misurano non solo da KPI dell’azienda, ma anche dalla soddisfazione delle persone che ci lavorano, dalla soddisfazione dei nostri clienti e dei pazienti che utilizzano i nostri prodotti. Sono molteplici le responsabilità ed i rischi insiti nel ruolo. Ferme restando le responsabilità in capo ad un Direttore Amministrativo, si sommano le responsabilità collegate al successo o all’ insuccesso dell’esecuzione di piani ed azioni, implementazione di sistemi. Come i successi, anche gli insuccessi fanno parte della vita aziendale e non aziendale. L’importante è saper imparare dalle cadute, comprenderne le cause, sapersi rialzare e rimodulare il tiro per arrivare all’obiettivo.

Qual è l’errore più comune che fa l’imprenditore rispetto a questa figura e qual è il pregiudizio più ricorrente nei suoi confronti?

Come ho già detto, in una pmi la figura del Business Controller potrebbe essere ricoperta dall’imprenditore o non esistere per niente. In realtà più di nicchia, dove il business è consolidato e non si evolve in modo particolare, l’imprenditore potrebbe non ravvisare l’opportunità di avere una figura strategica al suo fianco. Così pure, in realtà con un’organizzazione non particolarmente strutturata, tecnologie meno sofisticate potrebbero portare l’imprenditore a non cogliere tutte le opportunità. In queste situazioni potrebbe valer la pena valutare una figura come il Business Controller per una diagnosi del business ed il mercato di riferimento e quindi per esplorare nuove opportunità di business.

Come si diventa business controller?

I percorsi e le esperienze potrebbero essere molteplici. Dipende anche dal tipo di attività e dall’organizzazione in cui si inserisce questa figura. Alcune prerogative che lo possono contraddistinguere sono una solida preparazione finanziaria e in controllo di gestione, un’esperienza in implementazione di sistemi ERP e capacità di project management. Una capacità di lettura del business e comprensione della strategia, abbinate ad un pensiero proattivo fuori dagli schemi che permette di anticipare le necessità dei suoi partner e un’esecuzione puntuale delle azioni.

E’ un lavoro che si fa in team?

Il team è fondamentale. Ci sono delle competenze imprescindibili, quali: la capacità di lavorare in team, di stabilire efficaci relazioni con tutti gli interlocutori chiave interni all’azienda, e altre caratteristiche correlate alla comunicazione e alla relazione con altre funzioni e con i membri del proprio team.

Cosa cambierà col suo ingresso nel team finance di CooperVision? E come sarà passare dal settore farmaceutico a quello delle lenti?

Sono arrivato nella filiale italiana di CooperVision dopo la recente implementazione del nuovo sistema operativo. Un’implementazione molto delicata, una vera e propria operazione a cuore aperto che abbiamo cercato di gestire al meglio, dando continuità al business nonostante qualche piccolo rallentamento nella gestione di alcuni processi dovuti ad una fase di stabilizzazione dei sistemi e di apprendimento. Non siamo ancora completamente a regime, ma stiamo recuperando parte del lavoro arretrato. Penso, ad esempio, alla gestione dei reclami e alcune fasi del processo order to cash. Riguardo al passaggio dal mio settore di provenienza, spero non sia difficoltoso. Sono quasi duemesi che sono in azienda e sto conoscendo un nuovo settore che presenta alcune analogie a livellodi gestione e caratteristiche del mercato di riferimento. Sono entrambi mercati regolamentati, evedo già più di una similitudine sul fronte distributivo.

Quali progetti si avvieranno in Italia?

La tendenza dei gruppi multinazionali è sempre più quella di investire in Intelligenza Artificiale per semplificare le attività più transazionale e concentrarsi più in attività a valore aggiunto. Questo è un cammino già intrapreso da diversi anni, a cui anche noi non possiamo sottrarci. Un passo in questa direzione l’abbiamo fatto con l’implementazione del nuovo sistema operativo, una piattaforma comune a più filiali di CooperVision. Adesso dovremo dedicarci alla stabilizzazione del nuovo sistema operativo e rivedere alcuni processi. Come team finance ci proponiamo di diventare sempre più Business Controller per essere sempre più vicino al business e dare il miglior servizio ai nostri partner, grazie anche ad una sempre maggiore integrazione con la sede regionale e globale e ad un’armonizzazione di processi e semplificazione delle attività transazionali”.

Cinzia Ficco

CooperVision si conferma uno dei leader mondiali nella produzione di lenti a contatto con più di 10mila dipendenti nel mondo ed è presente in oltre 100 Paesi. Molte le sfide e le attività pianificate in cui CooperVision Italia sta sviluppando numerosi progetti marketing e professional con servizi, prodotti e opportunità̀ commerciali da proporre ai propri clienti. L’azienda produce una gamma completa di lenti a contatto mensili, bisettimanali e giornaliere, tutte caratterizzate dall’impiego di materiali e ottiche all’avanguardia. CooperVision® vanta un solido patrimonio di soluzioni correttive per astigmatismo, presbiopia, miopia infantile e cornee altamente irregolari.

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