14/09/2026
InnovazioneManagement

“Controllo e comando? Più feedback individuali per aiutare a esprimere il proprio potenziale“

Parla Federica Pasini, CEO e Co-Founder di Hacking Talents, imprenditrice digitale


Valorizzare le risorse umane: al di là degli slogan, che significa in concreto? “Implementare una strategia HR che coltivi il talento, migliori l’ascolto e aumenti la cultura aziendale. Questo implica l’identificazione e lo sviluppo delle competenze individuali, garantendo che ogni membro del team possa esprimere il suo potenziale. Per realizzare questo è fondamentale migliorare l’ascolto attivo tramite processi che coinvolgano le persone, raccogliendo spunti e feedback onesti.

Così Federica Pasini (foto in alto) CEO e Co-Founder di Hacking Talents, imprenditrice digitale che di ascolto, supporto ai talenti, sa tanto. https://www.hackingtalents.com/

Con la sua azienda supporta il reparto HR e i CEO di aziende medie e grandi ad accelerare lo sviluppo delle proprie persone, aiutando le aziende a migliorare la loro flessibilità e competitività sul mercato. La piattaforma digitale che ha creato abbina ogni persona al miglior coach, esperto di comunicazione, e/o mentore più adatto per accelerare il suo percorso, condividendo i risultati ottenuti con l’azienda.

Dopo essersi laureata in Bocconi nel 2013, Federica ha iniziato la sua carriera nelle startup a Londra. Ha lavorato poi per Gruppo Generali e in Apple, prima di lanciarsi nell’avventura imprenditoriale.

Nominata da Forbes come leader del futuro tra i migliori 100 under 30 per la categoria Marketing & Advertising nel 2021 è parte dei Future Leader di ISPI e da sempre investe parte del tempo libero in network legati all’empowerment femminile, all’imprenditoria e all’innovazione.

Con le tue esperienze, cos’altro serve? 

Beh, la tecnologia può essere la soluzione perché agevola la realizzazione di processi automatici e standard, lasciando spazio alle conversazioni di qualità, al valore più profondo delle relazioni umane e ascoltando in maniera attiva e scalabile quantità importanti di informazioni. Per esempio, con Hacking Talents, l’HR ha a disposizione una dashboard per visualizzare in maniera anonima i feedback che i colleghi lasciano alla fine delle sessioni di mentorship interno e di networking o di coaching, comprendendo meglio il valore aggiunto delle connessioni tra persone che lavorano in dipartimenti diversi o in aree geografiche diverse e che possono conoscere meglio l’azienda grazie alle conversazioni con i colleghi.

E prima, senza il supporto dell’Ai, quali strumenti aveva l’imprenditore?

La tecnologia è un abilitatore, il vero motore è l’implementazione del processo. Oggi quindi si sbaglia se non si introducono processi a supporto della continua evoluzione dei dipendenti in azienda.

Quanto in Italia i manager hanno compreso l’importanza del welfare aziendale, di un clima di fiducia e rispetto, ascolto nei confronti del personale?

Credo che in Italia prevalga ancora molto spesso un senso di controllo e comando della propria forza lavoro, a causa di un’impronta culturale legata alle aziende familiari, che hanno costruito la ricchezza del nostro Paese. Per questo credo che ci sia molto ancora da fare per trasmettere alle persone – specialmente alle donne che segnano un livello di autostima molto basso – secondo una ricerca – https://alleyoop.ilsole24ore.com/2019/04/19/l-autostima-di-donne-e-ragazze-in-italia-tra-le-piu-basse-al-mondo/) la fiducia nelle proprie competenze e conoscenze.

Un’azienda da prendere a modello?

Tutte le grandi aziende italiane stanno facendo uno sforzo concreto nell’accelerare verso un modello più evoluto di organizzazione, si veda l’applicazione dello smartworking e delle modalità flessibili di lavoro. Ogni organizzazione, come ogni individuo, è unica e inimitabile data la complessità, per cui sarebbe intelligente prendere spunto da diverse realtà per pratiche diverse: c’è chi ha sviluppato molto bene il modello di leadership, chi l’onboarding, chi la successione del top management, chi l’engagement. Hacking Talents può aiutare la messa a terra di qualsiasi di queste pratiche in maniera scalabile.


Di recente l’azienda di Federica è stata scelta da  Svicom SpA Società Benefit (https://www.svicom.com/), leader nel comparto nazionale del Real Estate,

Obiettivo della collaborazione? Accrescere il benessere, mettere in luce il talento e l’unicità di ogni persona attraverso un innovativo engagement program che tenesse in considerazione due punti di forza del team (la distribuzione territoriale e la diversità generazionale) da valorizzare ulteriormente grazie a match tra colleghicoaching e pillole di (in)formazione. (nella foto a sinistra Letizia Cantini, General Manager e partners Svicom)

Già ci sono i primi risultati. Oltre 300 match, più di 150 sessioni di coaching, ma anche maggior senso di appartenenza, più rete tra colleghi e maggior conoscenza dell’azienda stessa; tutti fattori misurati e monitorati nel tempo attraverso modelli di analisi quantitativa e qualitativa, definiti in modo specifico per Svicom.

Cinzia Ficco

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