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Giugno 19, 2024
FinanzaFocus

“Finanza alternativa e straordinaria: vantaggi per le pmi? Solo se c’è un piano”

Massimiliano Cappellato Ceo N1 advisor srl, parla degli strumenti “complementari” a quelli bancari


Crowdfunding, minibond, private equity: Perché preferire la finanza alternativa a quella tradizionale? Quali sono i vantaggi e quanto è sicura?

Se ne parlerà domani in un convegno, organizzato dal Consorzio Lodi Export e da N1 Advisor Srl, intitolato: Finanza alternativa e straordinaria per le Pmi, che si terrà dalle 16 alle 18 nella sede del Consorzio Export di Lodi, a cui parteciperà anche Assoretipmi.

Intanto anticipiamo qualche curiosità a Massimiliano Cappellato, Ceo presso N.1 Advisor srl https://www.n1advisor.it/, uno dei relatori.

Dunque, perché ricorrere alla finanza alternativa?

“La risposta è nella definizione stessa di questo canale. Si tratta di strumenti per soddisfare le esigenze finanziarie, alternativi al credito bancario,  ma che, allo stesso tempo, ne risultano anche un ideale complemento. Quindi si tratta di mezzi ai quali ricorrere per integrare i canali di provvista finanziaria che permettono, tra l’altro, di reperire spesso risorse anche importanti e utili a sostenere progetti o momenti particolari della vita dell’impresa. Questi canali permettono inoltre all’azienda anche di strutturarsi e rafforzarsi dal punto di vista finanziario, rendendola , in un circolo virtuoso, meritevole di nuovo e maggior credito bancario. Vanno anche visti come funzionali ad un’operazione strategica.

In che senso?

Non alludo ad una mera operazione di reperimento finanziario. Parlo anche di un passaggio di marketing sui mercati e su possibili investitori. Ogni operazione di finanza alternativa, inoltre, getta sempre le basi per operazioni sempre più strutturate e importanti, sia per volumi che per tipologia di interlocutori finanziari coinvolti.

Quanto è sicura la finanza alternativa?

Si tratta di canali sicuri tanto, se non addirittura di più, del canale bancario, essendo finanza erogata da enti e player vigilati e normati da Banca d’Italia e COSOB.

Chi  ricorre a questi strumenti?

Le imprese che investono, hanno progetti di sviluppo e management aggiornato e illuminato, in genere, sono quelle che hanno sempre utilizzato maggiormente questi canali. Anche se gli strumenti possono avere come target tutte le imprese, non le sole startup o le PMI innovative, che hanno fatto molto ricorso al crowdfunding. E’, però, riduttivo pensare alla finanza alternativa solo per le imprese che devono investire. Sono utili anche ad operazioni tonde per sostenere il circolante o addirittura ristrutturare il debito. E in questo senso sono molto utilizzati.

La finanza alternativa ha costi più bassi rispetto a quella tradizionale?

Innanzitutto, è giusto precisare che un confronto puntuale tra finanza alternativa e credito non è del tutto corretto. Si rischia di banalizzare il processo. Questo perché esistono molteplici strumenti con costi e iter diversi fra loro. Inoltre, come ho detto, si tratta di finanza strutturata, che spesso si traduce in finanza non erogabile col normale credito bancario e che può anche essere finanza di equity, quindi senza restituzione di debito. Una cosa va detta: in una situazione di aumento così importante del costo del denaro – duratura – operazioni anche strutturate e con volumi importanti possono rivelarsi in assoluto meno costosi del debito. Sempre perché gli strumenti sono molteplici e diversi, cambiano anche l’iter e non solo i costi di ogni singola operazione. Diciamo che un aspetto comune è la presenza di un corretto e coerente piano industriale, che mostri tutte le caratteristiche qualitative e quantitative dell’impresa e ben dimostri la necessità della finanza richiesta e i benefici sul piano dell’operazione per la quale si fa richiesta. Questa visione definita tecnicamente forward looking è sempre più adottata anche dalle banche e dalle finanziarie nelle loro istruttorie.

La finanza alternativa richiede condizioni particolari? Da chi farsi seguire per non commettere errori?

Come accennato in precedenza, la necessità fondamentale è dotarsi di un corretto, puntuale e coerente piano industriale. Pertanto, è utile e consigliato essere seguiti da strutture consulenziali che siano in grado di interpretare i bisogni dell’imprenditore e sappiano leggere, pianificare i numeri dell’impresa, ma anche analizzare e rendicontare tutta una serie di altri elementi qualitativi. Quindi il consulente, in questo caso, oltre al ruolo di corretto redattore del piano, ha anche il delicato ruolo di saper trovare le soluzioni di fundraising più adeguate e che meglio rispondano alle caratteristiche dell’impresa e dell’operazione. Fondamentale è verificare quindi anche alcuni parametri che qualche tipologia particolare di strumento, come per esempio i mini bond, richiedono.

Quanto vale questo mercato nel nostro Paese?

Il mercato della finanza alternativa e complementare in Italia valeva circa 4,5 miliardi alla fine del 2022, con una tendenza alla contrazione nel 2023. Contrazione verificatasi soprattutto nel secondo semestre dell’anno per tutta una serie diversa di fattori.

Quanta resistenza c’è sull’argomento, gli imprenditori italiani sono ben informati?

La resistenza c’è, ma è legata soprattutto a una mancanza di informazione su queste tematiche. Gli imprenditori semplicemente ignorano l’esistenza di questi strumenti. C’è un enorme bisogno di informazione e formazione in tal senso.

Finanza alternativa, finanza straordinaria, pmi, start up, grandi imprese: ci sono regole da seguire, o i due strumenti sono facilmente incrociabili?

Non solo gli strumenti sono facilmente incrociabili, ma come ho detto prima, ogni operazione prepara e struttura le aziende a operazioni sempre più tonde e importanti, in un virtuoso circolo che rende ogni nuova operazione più semplice e veloce. Senza dimenticare tematiche di economia di scala per la consulenza che le accompagna.

All’estero c’è più informazione?

All’estero è indubbio che ci sia meno resistenza, sia per un ecosistema legato all’innovazione più virtuoso, sia per una maggior cultura finanziaria delle persone prima e di conseguenza degli imprenditori. Non va inoltre trascurato anche l’elemento della dimensione media dell’impresa che all’estero vede una presenza di aziende più corpose numericamente e strutturalmente rispetto alle nostre. E poi ci sono condizioni esterne -pratiche amministrative, fisco, azione dei governi, ecc- più favorevoli.

I tempi per vedere la crescita, la ricrescita, lo sviluppo di un progetto imprenditoriale non finanziato dalle banche sono lunghi?

Tutto è legato al tipo di strumento e al volume dell’operazione. In media siamo in linea con l’iter medio di una pratica di istruttoria bancaria. Ovviamente, vale il discorso dell’economia di scala: fatta un’operazione, le altre diventano sempre più veloci.

Gli errori da non commettere?

Il primo errore da non commettere è pensare di rivolgersi agli strumenti della finanza alternativa e complementare solo perché le banche ci hanno chiuso le porte in faccia. Meglio poi non affidarsi a un eccessivo fai da te o sentito dire per scegliere lo strumento e iniziare un iter. Ogni strumento ha caratteristiche diverse da altri e risponde meglio a specifiche esigenze. Quindi è preferibile non scegliere uno strumento senza aver compiuto una corretta analisi delle diverse possibilità.

I settori che beneficerebbero maggiormente?

In verità non c’è un settore più adatto di altri. Le imprese che investono, hanno progetti di sviluppo o una bella storia di impresa da raccontare sono quelle che indubbiamente possono godere di maggiori benefici.

Il 2024 sarà l’anno della svolta?

Diciamo che tutta una serie di elementi congiunturali e contemporanei fanno ben sperare in un 2024 come un anno importante per il mondo della finanza alternativa, complementare e straordinaria.

Cinzia Ficco

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