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11/10/2026
Management

La vera azienda top? Quella che funziona anche quando il manager è in ferie

Un manager su due limita il lavoro alle emergenze, ma soltanto il 3,4% si rende completamente irraggiungibile. Le ferie stanno diventando un test concreto della qualità organizzativa delle imprese.

Un’azienda non dimostra di essere solida quando il suo amministratore delegato, il direttore commerciale o il responsabile di una funzione strategica sono costantemente presenti. La prova più significativa arriva quando quelle persone si assentano e l’organizzazione continua a funzionare.

Per questo le ferie dei manager non sono soltanto una questione privata. Sono anche un indicatore di delega, qualità dei processi, distribuzione delle responsabilità e continuità operativa.

Secondo l’indagine realizzata da AstraRicerche per Manageritalia e riportata dal Sole 24 Ore il 30 luglio 2026, il 53% dei manager italiani dichiara che durante le vacanze sarà completamente disconnesso o disponibile esclusivamente per vere emergenze.

Il dato, però, deve essere letto con precisione. Il 49,6% rimarrà reperibile per necessità eccezionali, mentre solo il 3,4% sarà completamente disconnesso e irraggiungibile. Sul fronte opposto, il 44,8% continuerà a essere contattabile regolarmente per questioni professionali e il 2,2% resterà operativo quasi come durante una normale giornata di lavoro.

Non siamo quindi davanti a una fuga generalizzata dallo smartphone. Siamo piuttosto di fronte al tentativo, ancora fragile, di restringere l’area del lavoro durante le ferie.

Quando tutto è urgente, nulla è davvero organizzato

Essere raggiungibili in caso di emergenza non è necessariamente un problema. Alcuni ruoli comportano responsabilità che non possono essere trasferite completamente e in determinati settori possono verificarsi eventi realmente straordinari.

Il problema nasce quando la parola “emergenza” comprende qualsiasi decisione, dal cliente che chiede uno sconto alla firma di una fattura, fino alla semplice ricerca di un documento.

In quel caso la reperibilità del manager non dimostra dedizione. Può invece segnalare che:

  • informazioni e procedure non sono condivise;
  • le deleghe sono poco chiare;
  • troppe autorizzazioni dipendono da una sola persona;
  • non esistono sostituti adeguatamente preparati;
  • l’impresa confonde il controllo con la leadership.

Il manager indispensabile può apparire rassicurante nel breve periodo, ma rappresenta un rischio per la continuità aziendale. Se una funzione si blocca ogni volta che il suo responsabile non risponde, l’organizzazione ha costruito un punto di vulnerabilità.

Il problema riguarda tutta l’impresa, non soltanto i vertici

La difficoltà di assentarsi non riguarda solo dirigenti e amministratori delegati. Una ricerca europea di SD Worx, condotta nel 2026 su 16.500 lavoratori in 16 Paesi, rileva che soltanto il 44,5% dei dipendenti italiani è riuscito a utilizzare tutti i giorni di ferie maturati, contro il 63% della media europea.

Il 44% degli italiani dichiara inoltre di non sentirsi libero di partire senza mettere sotto pressione i colleghi o creare problemi all’operatività aziendale.

È un dato che mostra come le ferie possano esistere formalmente, ma restare difficili da utilizzare nella pratica. Il senso di colpa individuale è spesso la conseguenza di una carenza organizzativa: organici ridotti, sostituzioni inesistenti, attività concentrate su poche persone e passaggi di consegne improvvisati.

Riposare non è il contrario di produrre

Considerare le ferie come un costo o una concessione è anche economicamente miope.

Una meta-analisi pubblicata nel 2025 sul Journal of Applied Psychology, basata su 32 studi e 256 misurazioni, ha concluso che le vacanze producono un effetto rilevante sul benessere dei lavoratori e che i benefici durano più a lungo di quanto indicato dalle ricerche precedenti. Tra i fattori più utili emergono proprio il distacco psicologico dal lavoro e l’attività fisica.

Non significa che una vacanza possa compensare un ambiente di lavoro cronicamente disfunzionale. Significa però che il recupero è una componente della capacità professionale, non il suo opposto.

Anche i dati congiunti di Organizzazione mondiale della sanità e Organizzazione internazionale del lavoro mostrano che lavorare almeno 55 ore alla settimana è associato a maggiori rischi di ictus e cardiopatie ischemiche rispetto a una settimana compresa tra 35 e 40 ore.

Le cinque domande che un’azienda dovrebbe porsi prima delle ferie

1. Chi può decidere in assenza del responsabile?
Non basta indicare un sostituto. Occorre stabilire quali decisioni possa assumere autonomamente, entro quali limiti economici e con quali responsabilità.

2. Che cosa viene considerato una vera emergenza?
Un incidente, un problema di sicurezza o la perdita di un cliente strategico non possono essere equiparati a una richiesta ordinaria che potrebbe attendere qualche giorno.

3. Le informazioni sono accessibili?
Documenti, contratti, scadenze e contatti non dovrebbero essere custoditi soltanto nella casella email o nella memoria di una singola persona.

4. Il passaggio di consegne è un processo o una telefonata dell’ultimo minuto?
Un handover efficace indica attività aperte, priorità, rischi, referenti e decisioni già autorizzate.

5. Chi rientra dalle ferie trova un muro di riunioni e messaggi?
Proteggere almeno una parte della prima giornata di rientro permette di riordinare le priorità senza annullare immediatamente il beneficio del riposo.

Una policy da sola non basta

Le imprese possono introdurre finestre di non contattabilità, invio programmato delle email, notifiche silenziate e messaggi automatici. Ma la tecnologia non può sostituire il comportamento dei vertici.

Eurofound ha rilevato che una policy sul diritto alla disconnessione, da sola, raramente produce un cambiamento culturale. Sono necessari formazione, comportamenti coerenti dei manager e misure adattate al contesto operativo dell’azienda.

Un amministratore delegato che invia messaggi ogni notte, aggiungendo «non serve rispondere subito», continua comunque a trasmettere un’aspettativa. Le persone osservano ciò che viene premiato, non soltanto ciò che viene scritto nel regolamento.

L’azienda migliore non ha bisogno di eroi permanenti

Il risultato più interessante dell’indagine non è che un manager su due sarebbe finalmente scomparso durante le ferie: non è così. La maggioranza continua ad avere almeno un legame con il lavoro.

La trasformazione vera consiste nel passare dalla reperibilità ordinaria alla disponibilità solo per eventi eccezionali.

Una azienda top non è quella in cui i manager rispondono dalla spiaggia, dall’aeroporto o durante una cena con la famiglia. È quella che ha costruito persone, processi e deleghe sufficientemente solidi da consentire loro di non farlo.

Quando un’impresa funziona anche senza il capo, non ha perso il controllo. Ha finalmente costruito un’organizzazione.


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