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Aprile 19, 2024
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Quando la cultura fa wow dietro ci sono i designer experience

Figura professionale che la genovese ETT, guidata da Giovanni Verreschi, sta formando

“Sin dagli inizi della sua attività, si è occupata di ricerca applicata – area che già di per sé richiede attitudine creativa, la stessa che ancora oggi definisce il nostro modo di progettare. Con il tempo, l’acquisizione di clienti, progetti e specializzazioni in ambito culturale e il coinvolgimento di persone con un background non solo tecnico, ma anche umanistico, hanno supportato la nostra crescita come industria digitale e creativa in campo internazionale. Abbiamo, così, incrementato e sistematizzato la nostra capacità di coniugare la ricerca tecnico-scientifica con l’esperienza nel mondo culturale e nell’Information Technology”.

Così Giovanni Verreschi (in foto), genovese, classe ’67, descrive la sua azienda ETT, che oggi può dirsi pioniera nel suo settore.

“Quando abbiamo iniziato il nostro percorso di utilizzo delle tecnologie immersive in ambito culturale – ci dice – alcuni tra i nostri progetti erano sicuramente d’avanguardia. Tra questi L’Ara com’Era, progetto in mixed reality per la valorizzazione dell’Ara Pacis a Roma o la prima Sala degli Abissi VR per l’Acquario di Genova. Oggi le tecnologie immersive come Realtà Aumentata e Virtuale si sono diffuse ampiamente in tutti gli ambiti – basti pensare all’entusiasmo generato da Meta con le anticipazioni sul Metaverso. In questo contesto, credo che il nostro valore distintivo risieda proprio nella profonda conoscenza, maturata attraverso anni di esperienza”.

Committenti di Ett sono attrattori culturali, brand, istituzioni che oltre al cosiddetto wow effect raccontano contenuti e potenziano l’ apprendimento”.

Ma cosa fa di preciso ETT? Intanto è in grado di seguire il progetto dall’ideazione alla consegna, fino alla comunicazione e al supporto post lancio, come unico interlocutore del cliente.

“Il nostro core business è la trasformazione digitale, declinata in diversi ambiti: dalla digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale alla progettazione di sistemi informativi integrati, in ottica Smart City. Ci rivolgiamo a imprese, fondazioni, musei, brand, istituzioni. Ci definiamo experience designer. In concreto? Progettiamo esperienze che sfruttano il potenziale della tecnologia per entusiasmare il pubblico, mettere adisposizione dati e informazioni, raccontare storie”.

Con headquarter a Genova e sedi a Roma, Milano, Torino, Ancona, Pescara, Palermo, Napoli, Lugano e Londra, ETT è leader nella digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale digitale italiano.

La forza lavoro di ETT è costituita da oltre 300 persone che producono sistemi di conoscenza ed esperienze facendo leva sull’innovazione tecnologica. Al centro del suo lavoro, la persona e la sua ricerca di significato.

Gli ambiti a cui offre le proprie soluzioni digitali sono: patrimonio turistico, culturale e paesaggistico, formazione, edutainment, comunicazione corporate e retail, allestimento di spazi e corner, data management e data mining.

Design, storytelling e tecnologie all’avanguardia servono a Ett per creare connessioni tra luoghi e persone attraverso l’immersione in spazi virtuali.

La progettazione di sistemi informativi per aumentare l’efficienza dei servizi e dei processi di governance e la gestione e l’analisi dei Big Data vengono poste al servizio di smart cities e ambiente in un’ottica di sostenibilità. ETT s.p.a. è una società del Gruppo SCAI che l’anno scorso ha fatturato 40 milioni di euro.

Fino ad oggi Ett ha realizzato oltre 3100 progetti, con un bacino di utenza di 7 milioni di visitatori annui.

Tra le iniziative più note, l’app di visita ufficiale al Cenacolo Vinciano sviluppata nel 2019,  la mostra permanente “A World of Potential”, realizzata per The Human Safety Net – Gruppo Generali alle Procuratie Vecchie di Venezia, dopo il grande restauro di David Chipperfield. Un altro esempio è il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana a Genova che proprio in questi giorni ha portato a Buenos Aires “Mei Experience”, un’immersive room che girerà il mondo, raccontando un importante capitolo della grande storia popolare e collettiva del nostro Paese”.

Il team guidato da Verreschi conta oltre 300 persone tra sviluppatori, account, progettisti, storyteller, ricercatori, project manager, architetti e designer.

“Poiché l’evoluzione del mercato richiede scouting continuo di figure professionali, oltre a un occhio attento alle nuove possibilità del digitale, siamo in prima linea nell’orientamento con attività e laboratori negli istituti superiori, accogliamo tirocini curricolari e attività di alternanza scuola- lavoro”.

Quanto vale in Italia questo mercato? “La maggior parte dei centri di cultura italiani ha iniziato da poco – anche sulla spinta del PNRR- a costruire un piano strategico che includa la tecnologia e spesso si resta ancorati all’idea tradizionale di conservazione del patrimonio. Parlando del solo PNRR, attualmente l’Italia ha la possibilità di esprimere una cifra superiore a 150 milioni di euro, considerando che al 2023 ha speso circa solo 7,4% dei fondi disponibili. La possibilità di investire in digitalizzazione e innovazione, dunque, sta facendo crescere anche la sensibilità sul tema: stiamo registrando una maggiore apertura a nuove forme di comunicazione, con conseguente coinvolgimento di pubblico. In questo contesto, l’evoluzione di realtà estesa, metaverso e intelligenza artificiale svelerà possibilità sorprendenti in ottica di engagement, ma anche di accessibilità, democratizzazione della cultura, personalizzazione dell’offerta culturale e didattica. La digitalizzazione può essere un’immensa risorsa per un ente o un’istituzione, sia per l’acquisizione digitale di dati e contenuti, che per la gestione strategica e la comunicazione del valore. Il patrimonio digitale va catalogato, valorizzato e messo a sistema in maniera sicura, con un servizio che assicuri un output protetto e accessibile”.

In futuro? “Siamo già impegnati e stiamo lavorando a diverse attività che ci vedranno protagonisti con EIT Culture and Creativity, il consorzio per lo sviluppo, l’innovazione e la ricerca per le Imprese Culturali e Creative finanziato dall’Agenzia EIT della Commissione UE, in cui siamo presenti come Lead Partner. Sempre più, infatti, la nostra dimensione e la nostra esperienza ci consentiranno di seguire progetti che travalicano i confini nazionali. In Italia, recentemente siamo risultati tra gli aggiudicatari di un importante accordo quadro che consentirà alle PA di mettere alla prova e sviluppare le nostre competenze nel processo di digitalizzazione e nella Smart City, nell’ottica degli obiettivi del PNRR. Come sempre, poi, nell’ambito dell’innovazione digitale, sarà interessante lasciarsi sorprendere dalle nuove frontiere della tecnologia che, mai come oggi, si sviluppano a ritmo serrato. Per questo motivo lavoriamo da tempo con l’Intelligenza Artificiale e vogliamo continuare a esplorare le sue potenzialità.

Cinzia Ficco

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