17/07/2026
Finanza

Fisco, AI e BEPS 2.0. Perché il 2026 sarà l’anno della verità per le PMI italiane

Dalla survey EY 2025 emerge un dato chiaro: la trasformazione fiscale non è più un progetto IT, ma una leva strategica. E chi resta indietro rischia di pagare il conto due volte.

Non è solo una questione di compliance. È una questione di modello industriale.

La EY Tax & Finance Operations Survey 2025, che ha coinvolto 1.600 CFO e tax leader in 30 Paesi, fotografa un’Italia più reattiva della media globale, ma ancora fragile nella capacità di esecuzione.

Il primo dato colpisce: l’88% delle aziende italiane ha modificato in modo significativo le proprie operation in risposta alle pressioni geopolitiche, contro una media globale dell’81%. Un salto notevole rispetto al 63% dell’anno precedente. Supply chain, dazi, sicurezza nazionale: le tensioni esterne hanno accelerato decisioni interne che forse sarebbero rimaste nel cassetto.

Ma la vera partita si gioca su dati e tecnologia. Sempre l’88% delle aziende italiane considera AI, data strategy e tecnologia priorità assolute per la funzione fiscale e finanziaria, superando la media globale . Tuttavia, solo il 5% dichiara un elevato livello di fiducia nella propria strategia tecnologica, contro il 17% a livello globale .

Il problema non è il budget. È la capacità di implementazione.

Il 64% segnala difficoltà nel definire ed eseguire una strategia sostenibile su dati e AI. Inoltre, il 54% si considera poco o per nulla preparato a sviluppare agenti AI nelle funzioni fiscali. Per le PMI questo significa una cosa semplice: senza una governance dei dati solida, l’intelligenza artificiale resta uno slogan.

Sul fronte normativo, la pressione aumenta. L’85% delle aziende italiane indica la compliance con BEPS 2.0 (Pillar Two) come principale sfida, ma solo l’8% si dichiara molto preparato sui nuovi requisiti di reporting . Nel frattempo, l’88% ha già registrato un aumento del carico fiscale legato alle nuove regole.

Per molte imprese, soprattutto di medie dimensioni, questo significa dover affrontare contemporaneamente trasformazione digitale, riallocazione delle risorse e aumento della complessità regolatoria.

Non sorprende quindi che il modello del co-sourcing e dei Managed Services stia guadagnando terreno. Secondo la survey, il 58% delle aziende italiane collabora con provider esterni per affrontare BEPS 2.0. A livello globale, il 78% ricorre a provider esterni per soluzioni AI fiscali.

Il messaggio per professionisti e PMI è chiaro: il reparto fiscale non può più essere solo un centro di costo o un presidio di compliance. Deve diventare un hub strategico, capace di integrare competenze tecniche, pensiero critico e padronanza delle tecnologie emergenti.

Il rischio non è solo sanzionatorio. È competitivo.

Chi saprà strutturare dati centralizzati, accessibili e integrati potrà utilizzare analytics avanzati per prendere decisioni più rapide e fondate. Chi resterà in una logica frammentata, continuerà a dedicare la maggior parte del tempo ad attività operative — oggi pari al 53% — sottraendolo alle attività a maggior valore aggiunto .

La trasformazione fiscale non è più un’opzione. È un processo continuo. E per le PMI italiane, il 2026 sarà un banco di prova decisivo.


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