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Giugno 12, 2024
Innovazione

Musica, imprese e locali rinnovano il core business

I vantaggi del progetto Wudstok di Matteo Mossini


Cresce il trend della musica live, impazzano i social e solo su Instagram si contano quasi 46 milioni di contenuti pubblicati con l’hashtag #livemusic. Non solo. La musica live è talmente importante per gli appassionati che, per quasi 8 consumatori su 10 (78%), rappresenta un fattore chiave nel momento in cui viene scelto il locale dove trascorrere serate e momenti di convivialità. E in questo contesto sociale arriva Wudstok, un progetto 100% made in Italy che emerge come prima piattaforma digitale, capace di promuovere la musica live, senza dimenticare l’industria dell’intrattenimento in generale come fattore culturale, coinvolgendo locali ed artisti di tutta Italia.

A Matteo Mossini (in foto), ideatore e founder del progetto Wudstock, chiediamo di approfondire questa piccola rivoluzione per capire come devono adeguarsi le imprese di questo asset importante per l’Italia.

Matteo, come cambia l’industria dell’intrattenimento?

«L’intrattenimento dal vivo sta vivendo una grossa crescita dal periodo post Covid-19 in avanti. Entrando più nel dettaglio, il pubblico preferisce locali sul territorio capaci di offrire questo tipo di entertainment e sono sempre di più le realtà che si stanno avvicinando a questo mondo con un’offerta sempre maggiore e differenziata ai vari tipi di clientela».

Qual è il nuovo modello di business?

«Wudstok è la prima piattaforma di respiro nazionale capace di promuovere l’intrattenimento dal vivo e, di conseguenza la live music, come fattore culturale, coinvolgendo locali ed artisti di tutta Italia. In particolar modo, ci tengo a precisare che, grazie alla nostra proposta innovativa, i singoli locali entrano a far parte di un vero e proprio networking e, di conseguenza, hanno molte più probabilità sia di risultare appetibili agli occhi di brand e aziende radicate sul territorio, sia di arrivare ad organizzazioni dal respiro nazionale ed internazionale. In poche parole, ai loro occhi, siamo un moltiplicatore di opportunità».

Che ruolo assumono digitale e social?

«All’interno di questo asset, digitale e fisico si incontrano alla perfezione. Infatti, noi forniamo esperienze phygital. A questo proposito, funzioniamo esattamente come un social, ma fisico: infatti, utilizzando una piattaforma digital, siamo in grado di organizzare esperienze ed eventi dal vivo, singoli o multipli, contemporanei e non, con l’obiettivo di favorire socialità, convivialità ed inclusione».

Una casa discografica in che modo cambia la diffusione dei suoi prodotti?

«Sicuramente con l’avvento di spotify e dei social digitali il mercato è cambiato per gli artisti di tutti i livelli ed anche per il mercato discografico. In un mondo che cambia velocemente e in un‘ottica omnichannel la realtà fisica non arriva in secondo piano e Wudstok vuole essere un punto di riferimento per tutti i protagonisti del settore».

Quali sono i vantaggi che Wudstok porta alle aziende del settore?

«I vantaggi sono molteplici, tra tutti visibilità, presenza e connessione. Ci tengo, inoltre, a definire un punto che, per noi, risulta davvero di grande importanza: grazie a questo servizio, siamo in grado di fornire un supporto mirato ai locali di tutta Italia, generando a loro favore concrete opportunità di guadagnano visto che, una volta selezionato il target più funzionale per l’organizzazione dell’evento in sé, versiamo ai locali stessi dei contributi economici. Ma non solo, organizziamo eventi per target specifici, con l’obiettivo digarantire a brand e aziende di primaria importanza vetrine di comunicazione strategichesul territorio utili a conferire loro sia visibilità sia opportunità di networking, sostenendo cosìl’intera industria del live entertainment».

I locali come devono rivedere la loro offerta di intrattenimento ai clienti?

«I locali, nonostante i costi di gestione sempre più alti, oggi vivono l’intrattenimento come un’opportunità e questo sicuramente aiuta la richiesta del pubblico a trovare sempre più offerte, con la conseguenza che anche l’utenza è sempre più predisposta a vivere il locale non solo come luogo statico ma anzi, dinamico. A livello italiano, stando a quanto indicato dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi, l’87% dei consumer made in Italy va molto più volentieri in locali che offrono musica dal vivo».

Francesco Fravolini

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