23/01/2026
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Best Workplaces italiani premiati dalle donne  

«Sono più di 8 su 10 (85%) le donne nei Best Workplaces italiani che dichiarano di avere un elevato livello di fiducia nei confronti dell’organizzazione per cui lavorano. Ciò ha degli effetti diretti e positivi sia sulla retention aziendale, con l’87% delle collaboratrici che esprime l’intenzione di rimanere a lungo a lavorare nella propria azienda, sia sull’orgoglio, con l’86% delle impiegate che raccomanderebbe il proprio ambiente di lavoro a terzi». 

Best Workplaces italiani premiati dalle donne per l’organizzazione del lavoro e per il benessere in azienda. È la fotografia scattata dai dipendenti e contenuta nell’edizione 2025 del ranking Best Workplaces for Women, la classifica delle 20 migliori aziende italiane dove si lavora meglio. Il Rapporto è stato scritto da Great Place to Work Italia, ascoltando i pareri e le opinioni espresse da quasi 40mila donne (37.567) appartenenti alle aziende italiane, suddivise sulla base del numero di dipendenti (oltre 1.000, 500-999, 150-499, 50-149). Entriamo nel dettaglio «Sono più di 8 su 10 (85%) le donne nei Best Workplaces italiani che dichiarano di avere un elevato livello di fiducia nei confronti dell’organizzazione per cui lavorano. Ciò ha degli effetti diretti e positivi sia sulla retention aziendale, con l’87% delle collaboratrici che esprime l’intenzione di rimanere a lungo a lavorare nella propria azienda, sia sull’orgoglio, con l’86% delle impiegate che raccomanderebbe il proprio ambiente di lavoro a terzi».  

Il benessere in azienda

«Tra gli indicatori principali – si legge nel Rapporto – esaminati c’è il Trust Index, l’indice che misura la fiducia e il grado di engagement dei collaboratori e delle collaboratrici nei confronti dell’organizzazione, il quale risulta pari all’85% tra le donne impiegate in uno dei 20 “best workplaces”, con una differenza del +8% (77%) nel confronto con il dato fatto registrare tra le aziende certificate Great Place to Work ma non presenti in classifica e addirittura del +34% (51%) rispetto alle organizzazioni non certificate. Quando ci sono elevati livelli di fiducia nei confronti del proprio luogo di lavoro, la volontà di continuare a proseguire la propria esperienza professionale è maggiore: nei 20 Best Workplaces for Women l’87% delle donne dichiara di avere intenzione di continuare a lavorare all’interno dell’organizzazione, un dato che scende all’82% nelle aziende certificate e al 66% nelle realtà non certificate. Forte è anche tra i Best Workplaces for Women 2025 il senso di appartenenza dei collaboratori con l’86% della popolazione femminile che raccomanderebbe la propria azienda a terzi, con una differenza di ben 46 punti percentuali (40%) nel confronto con le aziende non certificate. L’87% delle donne delle aziende Best Workplaces for Women 2025 ritiene eccellente il proprio luogo di lavoro con una differenza del 43% nel confronto con le realtà non certificate (44%)».

Le aziende virtuose

Se prendiamo in esame il parere delle donne possiamo leggere una classifica di aziende virtuose. «Secondo i dati troviamo al primo posto TP, realtà del settore telecomunicazioni e leader mondiale nell’offerta dei servizi di supporto alla clientela, che precede S.C. Johnson, organizzazione nella produzione di prodotti per la pulizia e la conservazione della casa, per la cura dell’aria, per il controllo dei parassiti e per la cura delle scarpe, oltre che di prodotti professionali, e Biogen nel settore delle biotecnologie. Sulla base del numero di collaboratori, sono 4 (20%) le realtà virtuose presenti in classifica che hanno più di 1.000 dipendenti, soltanto 3 (15%) con un numero di collaboratori compreso tra 500 e 999, altre 5 realtà (25%) del ranking hanno tra 150 e 499 dipendenti e infine in classifica si piazzano ben 8 organizzazioni (40%) con un numero di collaboratori compreso tra 50 e 149. Questo dato è particolarmente rilevante perché evidenzia come le buone politiche a favore della parità di genere stiano progressivamente permeando la cultura aziendale anche delle realtà organizzative più piccole, le quali tradizionalmente faticavano maggiormente a competere con le multinazionali. Tra i settori più rappresentati in classifica spiccano biotecnologie e prodotti farmaceutici (30%), servizi finanziari, assicurazioni e servizi professionali (15%), healthcare, assistenza sanitaria e manifattura, produzione (10%)».

Worklife balance

Non poteva mancare un’attenta analisi sulla condizione femminile in azienda come l’incoraggiamento a trovare un equilibrio fra lavoro e vita privata, comparandoli con il parere espresso dai colleghi uomini. E anche in questo caso i dati sono chiari. «L’82% delle donne impiegate nei Best Workplaces for Women 2025 dichiara che la propria organizzazione è in grado d’incoraggiare la ricerca di un corretto worklife balance, la stessa percentuale vale per gli uomini con una differenza del +43% nel confronto con le realtà non certificate come Great Place to Work. Tra le aziende più virtuose per cui lavorare in Italia secondo le donne il 48% del management (CEO, c-level, second level management) è al femminile, percentuale che scende al 25% nelle aziende certificate e addirittura al 17% tra quelle senza certificazione. Un altro aspetto importante, secondo le donne, riguarda l’importanza di avere degli ambienti sani da un punto di vista psicologico e qui le aziende “best” (80%) hanno un vantaggio di ben 45 punti percentuali nel confronto con le organizzazioni non certificate. Un divario ancora più ampio tra i Best Workplaces for Women (87%) e le realtà non certificate (39%), pari a ben 48 punti percentuali, riguarda l’attenzione delle persone nei confronti dei colleghi di lavoro». 

Francesco Fravolini

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