20/07/2026
Editor's Picks

Best Workplaces italiani premiati dalle donne  

«Sono più di 8 su 10 (85%) le donne nei Best Workplaces italiani che dichiarano di avere un elevato livello di fiducia nei confronti dell’organizzazione per cui lavorano. Ciò ha degli effetti diretti e positivi sia sulla retention aziendale, con l’87% delle collaboratrici che esprime l’intenzione di rimanere a lungo a lavorare nella propria azienda, sia sull’orgoglio, con l’86% delle impiegate che raccomanderebbe il proprio ambiente di lavoro a terzi». 

Best Workplaces italiani premiati dalle donne per l’organizzazione del lavoro e per il benessere in azienda. È la fotografia scattata dai dipendenti e contenuta nell’edizione 2025 del ranking Best Workplaces for Women, la classifica delle 20 migliori aziende italiane dove si lavora meglio. Il Rapporto è stato scritto da Great Place to Work Italia, ascoltando i pareri e le opinioni espresse da quasi 40mila donne (37.567) appartenenti alle aziende italiane, suddivise sulla base del numero di dipendenti (oltre 1.000, 500-999, 150-499, 50-149). Entriamo nel dettaglio «Sono più di 8 su 10 (85%) le donne nei Best Workplaces italiani che dichiarano di avere un elevato livello di fiducia nei confronti dell’organizzazione per cui lavorano. Ciò ha degli effetti diretti e positivi sia sulla retention aziendale, con l’87% delle collaboratrici che esprime l’intenzione di rimanere a lungo a lavorare nella propria azienda, sia sull’orgoglio, con l’86% delle impiegate che raccomanderebbe il proprio ambiente di lavoro a terzi».  

Il benessere in azienda

«Tra gli indicatori principali – si legge nel Rapporto – esaminati c’è il Trust Index, l’indice che misura la fiducia e il grado di engagement dei collaboratori e delle collaboratrici nei confronti dell’organizzazione, il quale risulta pari all’85% tra le donne impiegate in uno dei 20 “best workplaces”, con una differenza del +8% (77%) nel confronto con il dato fatto registrare tra le aziende certificate Great Place to Work ma non presenti in classifica e addirittura del +34% (51%) rispetto alle organizzazioni non certificate. Quando ci sono elevati livelli di fiducia nei confronti del proprio luogo di lavoro, la volontà di continuare a proseguire la propria esperienza professionale è maggiore: nei 20 Best Workplaces for Women l’87% delle donne dichiara di avere intenzione di continuare a lavorare all’interno dell’organizzazione, un dato che scende all’82% nelle aziende certificate e al 66% nelle realtà non certificate. Forte è anche tra i Best Workplaces for Women 2025 il senso di appartenenza dei collaboratori con l’86% della popolazione femminile che raccomanderebbe la propria azienda a terzi, con una differenza di ben 46 punti percentuali (40%) nel confronto con le aziende non certificate. L’87% delle donne delle aziende Best Workplaces for Women 2025 ritiene eccellente il proprio luogo di lavoro con una differenza del 43% nel confronto con le realtà non certificate (44%)».

Le aziende virtuose

Se prendiamo in esame il parere delle donne possiamo leggere una classifica di aziende virtuose. «Secondo i dati troviamo al primo posto TP, realtà del settore telecomunicazioni e leader mondiale nell’offerta dei servizi di supporto alla clientela, che precede S.C. Johnson, organizzazione nella produzione di prodotti per la pulizia e la conservazione della casa, per la cura dell’aria, per il controllo dei parassiti e per la cura delle scarpe, oltre che di prodotti professionali, e Biogen nel settore delle biotecnologie. Sulla base del numero di collaboratori, sono 4 (20%) le realtà virtuose presenti in classifica che hanno più di 1.000 dipendenti, soltanto 3 (15%) con un numero di collaboratori compreso tra 500 e 999, altre 5 realtà (25%) del ranking hanno tra 150 e 499 dipendenti e infine in classifica si piazzano ben 8 organizzazioni (40%) con un numero di collaboratori compreso tra 50 e 149. Questo dato è particolarmente rilevante perché evidenzia come le buone politiche a favore della parità di genere stiano progressivamente permeando la cultura aziendale anche delle realtà organizzative più piccole, le quali tradizionalmente faticavano maggiormente a competere con le multinazionali. Tra i settori più rappresentati in classifica spiccano biotecnologie e prodotti farmaceutici (30%), servizi finanziari, assicurazioni e servizi professionali (15%), healthcare, assistenza sanitaria e manifattura, produzione (10%)».

Worklife balance

Non poteva mancare un’attenta analisi sulla condizione femminile in azienda come l’incoraggiamento a trovare un equilibrio fra lavoro e vita privata, comparandoli con il parere espresso dai colleghi uomini. E anche in questo caso i dati sono chiari. «L’82% delle donne impiegate nei Best Workplaces for Women 2025 dichiara che la propria organizzazione è in grado d’incoraggiare la ricerca di un corretto worklife balance, la stessa percentuale vale per gli uomini con una differenza del +43% nel confronto con le realtà non certificate come Great Place to Work. Tra le aziende più virtuose per cui lavorare in Italia secondo le donne il 48% del management (CEO, c-level, second level management) è al femminile, percentuale che scende al 25% nelle aziende certificate e addirittura al 17% tra quelle senza certificazione. Un altro aspetto importante, secondo le donne, riguarda l’importanza di avere degli ambienti sani da un punto di vista psicologico e qui le aziende “best” (80%) hanno un vantaggio di ben 45 punti percentuali nel confronto con le organizzazioni non certificate. Un divario ancora più ampio tra i Best Workplaces for Women (87%) e le realtà non certificate (39%), pari a ben 48 punti percentuali, riguarda l’attenzione delle persone nei confronti dei colleghi di lavoro». 

Francesco Fravolini

Leggi anche

“Il nostro mare pulito? Merito anche di Aqp. Entro il 2030 le perdite si ridurranno al 37%”

Cinzia Ficco

Mare Group prosegue il piano di sviluppo e acquisisce Idea Srl

Cinzia Ficco

L’unica società con sede in Europa che si occupa di dropshipping è nata nel Barese

Cinzia Ficco