13/04/2026
Diritto

Recensioni false: parte la stretta, ma le regole operative non ci sono ancora

Entra in vigore la legge 34/2026 sulle recensioni online: più responsabilità per imprese e piattaforme, ma l’assenza delle linee guida lascia aperti dubbi operativi e rischi di contenzioso.

Dal 7 aprile 2026 il sistema delle recensioni online in Italia cambia formalmente pelle. Con l’entrata in vigore della legge n. 34/2026 – il cosiddetto Ddl Pmi – il legislatore introduce un perimetro più rigoroso per contrastare un fenomeno che da anni distorce il mercato: le recensioni false o manipolate.

È un passaggio atteso da ristoratori, albergatori e, più in generale, da tutte le imprese esposte alla reputazione digitale. Ma, al netto dell’impianto normativo, il quadro resta incompleto: mancano ancora le linee guida operative di Antitrust e Agcom, che dovranno tradurre i principi in regole applicabili. Ed è qui che si gioca la partita reale.


Cosa cambia con la legge 34/2026

La norma introduce alcuni criteri chiave per definire la liceità di una recensione:

  • deve essere pubblicata entro 30 giorni dall’esperienza
  • deve provenire da un soggetto che ha effettivamente utilizzato il servizio o acquistato il prodotto
  • deve contenere una descrizione pertinente e verificabile

Viene inoltre rafforzato il ruolo delle imprese, che possono segnalare recensioni illecite ai gestori delle piattaforme (hosting provider), chiedendone la rimozione, in coerenza con il Digital Services Act europeo.

Le associazioni di categoria potranno ottenere la qualifica di “segnalatori attendibili”, aumentando il loro peso nei processi di moderazione.

Sulla carta, quindi, un sistema più strutturato e meno arbitrario. Nella pratica, molto dipenderà da come questi criteri verranno interpretati.


Un fenomeno che vale miliardi

Le recensioni online non sono un dettaglio marginale. Secondo le stime della FIPE, influenzano decisioni di consumo per circa 30 miliardi di euro, su un fatturato complessivo della ristorazione italiana di circa 100 miliardi.

Il problema non è solo quantitativo, ma qualitativo. Le piattaforme stesse ammettono la portata del fenomeno: Trustpilot ha dichiarato di aver rimosso nel 2024 oltre 4,5 milioni di recensioni false, circa il 7% del totale.

E non si tratta più solo di recensioni “artigianali”. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale ha reso la produzione di contenuti falsi più scalabile, credibile e difficile da individuare.


Quando la recensione diventa una leva distorsiva

Le recensioni non sono semplici opinioni: sono strumenti che orientano la domanda. E quando vengono manipolate, entrano pienamente nella logica delle pratiche commerciali scorrette.

I casi concreti lo dimostrano:

  • richieste di sconti in cambio di recensioni positive
  • minacce di recensioni negative per ottenere vantaggi
  • vere e proprie attività organizzate di vendita di recensioni

Esiste un mercato strutturato, con listini e intermediari, che trasforma la reputazione in una commodity acquistabile. La legge cerca di intervenire su questo punto, ma senza un sistema di enforcement efficace rischia di rincorrere un fenomeno che evolve più velocemente della regolazione.


Il nodo delle linee guida (e delle zone grigie)

Il vero punto critico non è la norma, ma la sua applicazione.

Le linee guida, affidate ad Antitrust e Agcom, dovranno chiarire aspetti operativi fondamentali:

  • come verificare l’effettiva esperienza del cliente
  • quali prove siano sufficienti (scontrino, prenotazione, tracciamento digitale)
  • come gestire recensioni pubblicate su piattaforme diverse da quelle di acquisto

Un esempio emblematico: un utente prenota su Booking e recensisce su Trustpilot. Senza un sistema di identità condivisa, la verifica diventa complessa e potenzialmente contestabile.

Il rischio è evidente: trasformare una norma nata per semplificare in un ulteriore livello di burocrazia e contenzioso.


Imprese tra tutela e nuova complessità

Per le imprese il bilancio è ambivalente.

Da un lato, finalmente viene riconosciuto il diritto a difendersi da contenuti falsi e dannosi, con strumenti più chiari per la rimozione.

Dall’altro, si apre una nuova fase di responsabilità:

  • monitoraggio attivo delle recensioni
  • gestione delle segnalazioni
  • possibile necessità di documentazione a supporto

In assenza di linee guida, il rischio è quello di operare in un contesto di incertezza normativa, dove l’interpretazione prevale sulla regola.


Una regolazione necessaria, ma incompleta

La legge 34/2026 interviene su un problema reale e strutturale. Nessuno mette in discussione la necessità di contrastare le recensioni false.

La questione è un’altra: riuscirà questa normativa a migliorare il funzionamento del mercato o si limiterà ad aggiungere complessità?

Senza regole operative chiare, il sistema rischia di rimanere sospeso tra principio e applicazione. E in questo spazio, come spesso accade, si inseriscono incertezza, inefficienza e contenzioso.

Il 7 aprile segna quindi un inizio, non una soluzione.

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