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Luglio 13, 2024
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Il marketing? Ora si fa convergent e più centrato sul consumatore

Parla Antonio Perfido, autore di un libro pubblicato da FrancoAngeli


Come sta cambiando il marketing ai tempi dell’Intelligenza artificiale, dell’automotion e dei contenuti “mobili” ? Si fa convergent e dà maggiori soddisfazioni agli imprenditori.

La redazione di Aziendatop ne ha parlato con Antonio Perfido, Chief Marketing Officer e Head of Education di The Digital Box, azienda italiana specializzata nello sviluppo di tecnologie Ai per il marketing, la comunicazione e il servizio clienti, autore di un libro pubblicato di recente da Franco Angeli, intitolato: “Convergent Marketing”.

Dunque, il marketing oggi ha un nuovo modello. Quali sono i vantaggi concreti per le aziende?

“Il marketing sta cambiando radicalmente grazie all’intelligenza artificiale, all’automazione e ai contenuti mobili. L’IA permette conversazioni personalizzate, mentre l’automazione ottimizza la gestione delle campagne, migliorando efficienza e coerenza. I contenuti mobili, essenziali nell’era degli smartphone, richiedono formati brevi, visivi e condivisibili. Questi strumenti rendono il marketing più intelligente, efficiente e centrato sul consumatore, consentendo ai marketer di adattarsi rapidamente alle esigenze del mercato.

Realizzare campagne di marketing e comunicazione tra algoritmi e assistenti digitali è più facile rispetto al passato?

Sì, è più facile. Algoritmi e assistenti virtuali automatizzano attività complesse come l’analisi dei dati e la gestione delle campagne. Questo permette decisioni più informate e interazioni personalizzate con i clienti, rendendo le campagne più efficienti e precise.

Che tipo di competenze serve per realizzarle? E quindi come sta cambiando anche il mondo delle agenzie di pubblicità e marketing?

Le competenze necessarie per realizzare campagne moderne includono la conoscenza dell’analisi dei dati, la familiarità con l’intelligenza artificiale – conversazionale e generativa – e l’automazione, e la capacità di creare contenuti ottimizzati per dispositivi mobili. Sono richieste competenze tecniche per gestire software di marketing, capacità analitiche per interpretare i dati e creatività per sviluppare contenuti coinvolgenti. Di conseguenza, il mondo delle agenzie di pubblicità e marketing sta cambiando, con un crescente bisogno di specialisti in tecnologia e dati, oltre ai tradizionali ruoli creativi. Le agenzie devono adattarsi rapidamente, integrando team multidisciplinari che combinano competenze tecniche e creative.

Rispetto al passato, sembra di capire, non si parla più al consumatore, ma con il consumatore, che diventa più attivo.

Esatto. Oggi, marche e organizzazioni devono interagire con i consumatori in modo bidirezionale, ascoltandoli attivamente e coinvolgendoli nel processo decisionale. Questo comporta un cambiamento significativo nella realizzazione di prodotti, nella progettazione dei servizi e nella comunicazione. I brand devono essere più agili e pronti ad adattarsi rapidamente alle preferenze e alle esigenze emergenti dei consumatori. Utilizzare feedback, sondaggi e interazioni in linguaggio naturale permette di cogliere gusti e tendenze in tempo reale. Questa interazione costante rende i consumatori co-creatori del valore del brand, rafforzando la loro fedeltà e migliorando l’efficacia delle strategie di marketing. In sintesi, il contatto continuo e costante su tutti i touch point con il consumatore diventa fondamentale per il successo e la rilevanza del brand.

Che costi ha una campagna di marketing convergent?

I costi di una campagna di marketing convergente possono variare notevolmente a seconda di diversi fattori, tra cui la portata della campagna, i canali utilizzati, la complessità delle strategie e le risorse necessarie. Ecco alcuni dei principali costi da considerare: 1 Sviluppo della Strategia. Il costo per la pianificazione e la progettazione della campagna, che può coinvolgere consulenti, analisti e specialisti del marketing. 2. Creazione dei Contenuti: Produzione di materiali visivi e testuali, inclusi video, grafiche, articoli, post sui social media, e altro. Questo può richiedere l’impiego di copywriter, designer, videomaker e fotografi. 3. Strumenti e Tecnologie: Software di automazione del marketing, piattaforme di gestione dei social media, strumenti di analisi dei dati e CRM (Customer Relationship Management). Questi possono comportare costi di licenza e manutenzione. 4. Pubblicità a Pagamento: Spese per annunci su vari canali, come Google Ads, Facebook Ads, pubblicità su Instagram, LinkedIn, e altre piattaforme digitali. I costi dipendono dall’ampiezza del target, dalla durata della campagna e dalla competitività del settore. 5. Gestione delle Campagne: Costo del personale dedicato alla gestione quotidiana della campagna, inclusi monitoraggio, ottimizzazione e reportistica. Questo può includere social media manager, data analyst e altri specialisti. 6. Ricerca e Analisi: Investimenti in ricerche di mercato e analisi dei dati per comprendere meglio il pubblico di riferimento e ottimizzare le campagne in corso. 7. Monitoraggio e Reportistica: Costi associati al monitoraggio delle performance della campagna e alla creazione di report dettagliati per valutare i risultati e identificare aree di miglioramento. I costi complessivi possono variare da poche migliaia di euro per campagne di piccola scala fino a centinaia di migliaia di euro per campagne complesse e di larga portata. È importante pianificare attentamente il budget e monitorare continuamente i risultati per assicurarsi che l’investimento stia producendo i ritorni desiderati.

Esistono figure specifiche a cui rivolgersi?

Sì, esistono figure specifiche che possono essere fondamentali per realizzare campagne di marketing moderne. Ecco alcune delle principali: Data Analyst. Specialisti nell’analisi dei dati che aiutano a interpretare le informazioni raccolte dalle campagne e a fornire insight per decisioni informate. Marketing Technologist. Esperti nell’integrazione delle tecnologie di marketing, capaci di gestire strumenti di automazione, CRM, e piattaforme di analisi. Content Creator. Professionisti specializzati nella creazione di contenuti visivi e testuali, ottimizzati per vari canali, in particolare per dispositivi mobili. Social Media Manager. Esperti nella gestione delle piattaforme social, capaci di interagire direttamente con il pubblico e di gestire la reputazione online del brand. UX/UI Designer. Specialisti nell’esperienza utente e nel design dell’interfaccia, assicurando che i prodotti e i servizi siano intuitivi e attraenti per gli utenti finali. Customer Experience Manager. Professionisti che si concentrano sull’ottimizzazione dell’interazione del cliente con il brand, assicurando una coerenza tra tutti i punti di contatto. AI Specialist: Esperti nell’implementazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per personalizzare le esperienze dei clienti e ottimizzare le operazioni di marketing. Rivolgersi a queste figure specializzate può fare la differenza nel successo delle campagne di marketing, garantendo un approccio integrato e data-driven che risponde alle esigenze del consumatore moderno.

Un paio di esempi di convergent marketing riusciti?

Il libro riporta diversi casi di aziende note, quali, ad esempio, Old Wide West per cui l’utilizzo di un assistente virtuale viene raccontato dal CEO di QuestIT Ernesto Di Iorio. A me piace citare Andrea Vento Viaggi che ha lanciato una campagna di convergent marketing integrando soluzioni e tecnologie per promuovere i suoi pacchetti turistici. La campagna ha combinato pubblicità tradizionale con una forte presenza digitale. Hanno utilizzato social media per condividere contenuti visivi accattivanti, video di destinazioni turistiche e recensioni dei clienti. Inoltre, un assistente virtuale sul sito web dell’agenzia – è lo stesso Andrea Vento clonato nell’immagine e nella voce – ha fornito assistenza immediata e personalizzata ai visitatori, rispondendo alle domande e offrendo consigli di viaggio. Grazie all’analisi dei dati, Andrea Vento Viaggi ha potuto adattare le sue offerte in tempo reale in base alle preferenze degli utenti, migliorando significativamente il tasso di conversione e la soddisfazione dei clienti.

Si avvicina il tempo in cui nei negozi a vendere troveremo i nostri assistenti virtuali?  

Sì, stiamo avvicinandoci a un’epoca in cui gli assistenti virtuali diventeranno una presenza comune nei negozi. Questi assistenti, basati sull’intelligenza artificiale, potranno fornire informazioni sui prodotti, assistere i clienti nella scelta e persino completare transazioni. Già oggi, alcune catene di negozi stanno sperimentando con chioschi interattivi e chatbot avanzati che migliorano l’esperienza d’acquisto. Questi strumenti offrono un supporto immediato e personalizzato, riducendo i tempi di attesa e migliorando la soddisfazione del cliente. Inoltre, possono raccogliere dati preziosi sulle preferenze dei clienti, aiutando i negozi a ottimizzare l’offerta di prodotti e servizi. In sintesi, gli assistenti virtuali stanno rapidamente diventando una componente fondamentale del retail moderno, migliorando l’efficienza e l’esperienza complessiva dei consumatori.

Cinzia Ficco

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