
Un servizio gratuito raccoglie e filtra bandi nazionali e regionali sulla base del profilo dell’impresa, del territorio e degli investimenti programmati. L’obiettivo è ridurre il tempo necessario per individuare le misure realmente accessibili.
Per un’impresa turistica trovare un bando non è necessariamente la parte più difficile. Il problema, spesso, è capire quali opportunità siano davvero pertinenti, verificare requisiti e scadenze e soprattutto intercettarle abbastanza presto da poter preparare un progetto credibile.
Da questa esigenza nasce Bandi per il Turismo, il portale ideato da Antonio d’Aniello, consulente specializzato in finanza agevolata per le imprese turistiche.
Il principio è semplice: invece di chiedere all’imprenditore di cercare tra decine o centinaia di misure, il sistema prova a fare il percorso contrario, selezionando le opportunità sulla base delle caratteristiche dell’impresa.
Dalla ricerca generalista alla selezione per impresa
Molti portali dedicati alla finanza agevolata raccolgono misure destinate a settori, territori e investimenti molto diversi tra loro. Per chi gestisce un albergo, un B&B, una struttura ricettiva o un’altra attività legata al turismo, questo significa spesso dover analizzare una grande quantità di informazioni prima di individuare ciò che può essere realmente utilizzato.
Bandi per il Turismo nasce invece come strumento verticale sul comparto.
Attraverso un form gratuito, l’impresa può indicare il proprio settore di attività, la regione nella quale opera e il tipo di investimento che intende realizzare: dalla digitalizzazione alla ristrutturazione, dall’acquisto di arredi e attrezzature agli interventi per l’efficienza energetica, fino alle nuove assunzioni.
Sulla base di queste informazioni vengono inviate via email segnalazioni relative alle misure considerate coerenti con il profilo indicato.
L’obiettivo è evitare la classica newsletter contenente decine di incentivi poco pertinenti e costruire invece un sistema di alert più mirato.
Sapere che un bando esiste non basta
Il tema della finanza agevolata, tuttavia, non si esaurisce nell’individuazione della misura.
Un contributo pubblico può rappresentare un acceleratore per un progetto di investimento, ma difficilmente può sostituire una strategia imprenditoriale debole o un piano economico non sostenibile.
È anche su questo punto che si basa il modello proposto dal portale: prima viene il progetto d’impresa, poi il bando.
Accanto al servizio gratuito di segnalazione sono infatti disponibili attività di consulenza che vanno dall’analisi di fattibilità alla costruzione del business plan, fino alla predisposizione della domanda, alla rendicontazione successiva all’eventuale approvazione e all’analisi di strumenti complementari come credito d’imposta e microcredito.
Secondo il modello descritto dal progetto, il primo confronto avviene direttamente con il professionista che seguirà tecnicamente la pratica, mentre la struttura dei compensi prevede una quota iniziale contenuta e una componente più significativa collegata al successo dell’operazione.
Non solo imprese già esistenti
Il servizio non è rivolto esclusivamente alle strutture già operative.
Può utilizzarlo anche chi sta valutando la nascita di una nuova attività turistica e vuole capire quali strumenti possano accompagnarne l’avvio o gli investimenti iniziali.
Non è inoltre necessario possedere già una sede in una determinata regione: il requisito di riferimento è avere, oppure avere intenzione di costituire, un’impresa registrata in Italia.
In un settore nel quale digitalizzazione, riqualificazione delle strutture, sostenibilità ed evoluzione dell’offerta richiedono investimenti continui, il valore di strumenti come questi potrebbe essere soprattutto uno: trasformare l’informazione sui finanziamenti disponibili da ricerca occasionale a processo strutturato.
Perché scoprire che esisteva il bando giusto quando la finestra per partecipare è già chiusa serve a poco. Intercettarlo mentre c’è ancora il tempo per capire se abbia realmente senso per l’impresa è un’altra cosa.