
Negli ultimi anni l’Europa ha iniziato a interrogarsi sempre più seriamente su un problema strutturale: è possibile avere un vero mercato unico per le imprese innovative se ogni paese continua ad avere regole societarie diverse?
Un aggiornamento interessante arriva ora da Bruxelles. Secondo una bozza della Commissione europea visionata da Euractiv, l’esecutivo UE starebbe lavorando alla creazione della cosiddetta EU Inc, una nuova forma societaria pensata per permettere alle startup di operare più facilmente in tutta l’Unione.
Il progetto rientra nella discussione sul cosiddetto “28th regime”, ovvero un quadro giuridico opzionale che si affiancherebbe ai sistemi nazionali dei 27 Stati membri, offrendo una struttura societaria standardizzata per chi vuole operare su scala europea.
La scelta della Commissione: regolamento invece che direttiva
La novità più interessante riguarda lo strumento giuridico scelto.
Secondo quanto riportato da Euractiv, la Commissione starebbe puntando su un regolamento europeo, anziché su una direttiva. La differenza non è solo tecnica.
Un regolamento ha infatti un effetto diretto negli Stati membri e lascia meno margine ai governi nazionali per modificare o adattare le regole. Una direttiva, invece, richiede una trasposizione nazionale e spesso genera interpretazioni diverse.
Per evitare il blocco politico che potrebbe derivare dall’unanimità degli Stati membri, la Commissione starebbe utilizzando una base giuridica diversa da quella prevista inizialmente: l’articolo 114 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, che riguarda l’armonizzazione del mercato interno.
Questo permetterebbe di approvare la riforma con una maggioranza qualificata dei paesi, accelerando il processo.
Naturalmente non mancano i rischi: diversi esperti legali citati da Euractiv ritengono che una scelta simile potrebbe essere contestata giuridicamente. Ma se dovesse reggere, potrebbe rappresentare un passo significativo verso una vera integrazione economica europea.
Come funzionerebbe una EU Inc
Dal punto di vista operativo, la proposta non prevede – almeno per ora – la creazione di un registro europeo unico delle imprese.
Il modello ipotizzato sarebbe piuttosto ibrido:
- i fondatori inserirebbero le informazioni attraverso un’interfaccia europea comune
- i dati verrebbero poi trasmessi ai registri nazionali esistenti
In altre parole, la società resterebbe formalmente registrata in uno Stato membro, ma nascerebbe attraverso un sistema standardizzato a livello europeo.
Un altro punto su cui molti fondatori speravano in un cambiamento riguarda la giurisdizione delle controversie. Alcuni attivisti dell’ecosistema startup avevano proposto un tribunale europeo dedicato alle dispute tra EU Inc.
La bozza, invece, lascia la competenza ai tribunali nazionali. Questo significa che, nella pratica, la stessa forma societaria potrebbe essere interpretata in modo leggermente diverso da paese a paese.
Il nodo dei diritti dei lavoratori
Un tema particolarmente sensibile riguarda la partecipazione dei lavoratori nella governance aziendale.
In alcuni paesi europei – come la Germania – i dipendenti hanno un ruolo significativo nei consigli di sorveglianza delle aziende. In altri paesi questo non accade.
Secondo la bozza citata da Euractiv, i diritti dei lavoratori nelle EU Inc dipenderebbero dalla legislazione del paese in cui la società è registrata.
È un punto che preoccupa alcuni sindacati, che temono una corsa verso i sistemi con minori tutele.
Cosa può significare per le imprese italiane
Per le imprese italiane, soprattutto quelle innovative o attive su più mercati, una EU Inc potrebbe avere implicazioni rilevanti.
Oggi una startup che vuole operare in più paesi europei si trova spesso a gestire:
- diversi sistemi societari
- registrazioni multiple
- regole diverse su governance e capitale
- costi legali e amministrativi non trascurabili
Una forma societaria europea standard potrebbe semplificare molti di questi passaggi, soprattutto per:
- startup tech
- imprese digitali
- scaleup che raccolgono capitali internazionali
- aziende che operano in più mercati UE fin dall’inizio
In particolare, potrebbe diventare più semplice attrarre investitori internazionali, che spesso preferiscono strutture giuridiche più uniformi e prevedibili.
Per un ecosistema come quello italiano – ancora molto frammentato ma con una crescente presenza di founder e imprese che operano tra più paesi – si tratterebbe di uno sviluppo da seguire con attenzione.
Un passo verso un vero mercato unico?
L’idea di una società europea non è nuova. Esiste già la Societas Europaea (SE), ma è uno strumento complesso e poco utilizzato dalle startup.
La EU Inc nasce con un obiettivo diverso: essere semplice, digitale e pensata per le imprese innovative.
Se il progetto dovesse andare avanti, potrebbe rappresentare uno dei tentativi più concreti degli ultimi anni di ridurre la frammentazione normativa europea e facilitare la crescita delle imprese oltre i confini nazionali.
Non è ancora una riforma definitiva, ma il fatto che la Commissione stia lavorando a una proposta regolamentare indica che il tema è ormai entrato nell’agenda politica europea.
Chi segue il mondo delle startup e dell’imprenditoria transnazionale farebbe bene a tenerlo d’occhio.
Vuoi approfondire? Ne avevo già parlato in precedenza QUI su Azienda Top.