
Quando, nell’ottobre dello scorso anno, il progetto EU Inc è stato presentato al pubblico, migliaia di founder e investitori europei hanno espresso un sostegno immediato.
Come ricordato da Sifted, la testata del Financial Times dedicata all’innovazione europea, figure di spicco di DeepL, Wise, Personio e fondi come Index e Seedcamp hanno sottolineato quanto una forma giuridica unificata per l’UE potrebbe semplificare la scalabilità cross-border.
Eppure, a distanza di un anno, la domanda resta aperta: gli Stati membri avranno davvero il coraggio politico di approvare il 28° regime societario europeo?
Un assistente parlamentare europeo, citato da Sifted, lo sintetizza così:
“Possiamo investire quanto vogliamo nell’EIC e nello Scale Up Fund, ma se EU Inc non accade, non farà differenza: l’Europa sarà finita.” E ancora: “EU Inc has to happen or we’ve failed.”
Che cos’è EU Inc (in breve)
EU Inc è una proposta per creare un “28° regime societario” unico in tutta l’Unione Europea, opzionale per le imprese. L’obiettivo: permettere alle aziende di operare con una sola forma giuridica valida ovunque, mantenendo però fisco e lavoro sotto le regole nazionali.
In pratica: meno burocrazia, più facilità di investimento, scalabilità immediata su mercato europeo.
Direttiva o regolamento? Il vero nodo politico
Il dibattito è esploso quando Ursula von der Leyen ha inserito la creazione del 28° regime tra gli obiettivi del suo mandato. L’ecosistema startup – ricorda Sifted – ha accolto il segnale come un passaggio storico.
Ma un documento trapelato dall’UE ha evidenziato che la Commissione potrebbe proporre la riforma come direttiva, non come regolamento.
Una scelta che molti nel settore vedono come un enorme rischio di frammentazione.
L’investitore Andreas Klinger, co-promotore dell’iniziativa EU Inc, è diretto:
“Se lo scopo è creare uno standard unico per facilitare gli investimenti, non ha senso se quello standard è diverso in ogni Paese, punto.”
Klinger definisce la direttiva “politicamente più semplice ma completamente inutile”.
La commissaria europea per le startup, Ekaterina Zaharieva, ha confermato a Sifted la sua posizione:
“La mia opinione è che debba essere un regolamento. La preferenza della Commissione è per il regolamento perché garantisce una implementazione uniforme ovunque.”
Cosa dovrebbe contenere il 28° regime
La Commissione presenterà la proposta nel primo trimestre del 2026.
Secondo Sifted, il team di EU Inc ha già messo a disposizione un documento molto dettagliato, condiviso da gran parte dell’ecosistema startup europeo.
Il modello proposto prevede:
- standardizzazione del diritto societario,
- fiscalità e lavoro lasciati ai singoli Stati.
Una scelta strategica più che ideologica: secondo Klinger, riportato da Sifted, il Parlamento ha respinto nettamente l’inclusione del diritto del lavoro.
“La Germania non vuole che i suoi grandi datori di lavoro siano gestiti da Bruxelles, la Francia non vuole che lo siano i suoi grandi contribuenti.”
La Confederazione Europea dei Sindacati aggiunge che EU Inc rischierebbe di creare “una forza lavoro a due velocità”.
Altri attori europei chiedono invece di includere ulteriori aree, come il diritto fallimentare.
Sifted cita Jean-Christophe Laloux della BEI: oggi non è possibile securitizzare portafogli di crediti provenienti da più Paesi perché “la legge fallimentare è diversa in ogni Stato membro”.
Gli Stati membri lo approveranno davvero?
Nonostante il forte sostegno della Commissione, Sifted riporta un certo scetticismo a Bruxelles.
L’eurodeputato tedesco Axel Voss ha dichiarato:
“È un’idea splendida… ma gli Stati non sono pronti a completare il mercato unico. A volte ho la sensazione che non comprendano la gravità del momento.”
Alcuni funzionari UE temono che insolvenza e diritto del lavoro possano far fallire l’intero progetto.
Eppure, chi guida EU Inc sostiene l’opposto.
Vojtech Horna, VP di Index Ventures, racconta a Sifted:
“Negli incontri bilaterali, gli Stati riconoscono che serve una soluzione europea per evitare la fuga di aziende e talenti”. E scherza: “Andreas chiede sempre: potete presentarci questi fantomatici oppositori? Perché noi non li incontriamo mai.”
Anche Zaharieva resta ottimista:
“È un 28° regime: non chiediamo di sostituire le leggi nazionali. Questo rende il consenso molto più accessibile.”
L’analisi di Sifted evidenzia che EU Inc non è un progetto tecnico, ma un banco di prova politico sul futuro dell’Europa come mercato unico per l’innovazione.
Una riforma complessa, certo, ma vista da molti come un passaggio necessario affinché le aziende europee possano competere su scala globale senza essere penalizzate da 27 sistemi giuridici diversi.
La domanda resta aperta, più che mai:
EU Inc resterà un sogno ambizioso o diventerà la base per un’Europa finalmente integrata e competitiva?