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Luglio 13, 2024
Focus

PMI vs multinazionali: chi può trarre più vantaggio dai social media?

Un’analisi di Jessica Piccaia, fondatrice dell’agenzia Stay Tuned


Secondo il rapporto “Imprese e ICT 2023” realizzato dall’Istat le piccole e medie imprese italiane sono ancora indietro sulla digitalizzazione e solo il 57,3% di esse utilizza social media per relazionarsi con la propria clientela. https://www.istat.it/it/files//2023/12/report-imprese_2023.pdf

Solo il 28,5% delle PMI utilizza almeno più di due social media, mentre appena il 7,2% ha sviluppato un’app mobile dedicata ai clienti, ad esempio per programmi fedeltà, e-commerce e assistenza clienti.

Eppure, per le PMI la digitalizzazione è sempre più importante e i social media soprattutto rappresentano molto più di una semplice piattaforma di comunicazione.

Rispetto alle multinazionali che, pur avendo a disposizione budget più generosi e una struttura organizzativa più articolati, devono fare i conti con la propria complessità che spesso rallenta la loro capacità di adattarsi tempestivamente alle evoluzioni delle tendenze sui social media o di comunicare in modo autentico con il pubblico, la dimensione più piccola delle PMI può aiutarle invece a creare una comunicazione più diretta e autentica con i clienti e, anche se le risorse a disposizione sono più limitate, dare loro la possibilità di creare un legame più stretto e una maggiore fedeltà alla marca.

Quali sono, quindi, i punti di forza delle PMI sui social media? Ecco l’analisi di Jessica Piccaia (in foto), fondatrice di STAY TUNED!

1. Autenticità e prossimità: le PMI, avendo spesso una scala ridotta rispetto alle grandi multinazionali possono creare una connessione più diretta e autentica con le proprie community. In questo contesto quindi l’autenticità e il dialogo diretto attraverso i canali social gioca un ruolo chiave e permette a queste realtà di creare un rapporto concreto con la propria target audience e genera un passaparola genuino, in cui gli utenti diventano dei veri e propri brand ambassador.

2. Flessibilità e agilità: le PMI hanno spesso processi decisionali più snelli e questo permette loro di adattarsi rapidamente alle nuove tendenze dei social media e di sperimentare nuove strategie senza l’ingombro di procedure complesse che vedono coinvolte agenzie molto strutturate. In un periodo storico come questo in cui l’avvento dell’IA generativa sta enormemente accelerando l’evoluzione nel contesto digitale, l’agilità e la flessibilità, supportate da strategie altrettanto agili, sono determinanti.

3. Personalizzazione del messaggio: le PMI hanno capacità di dialogo maggiori con la propria community e possono personalizzare i loro messaggi per la propria audience in modo più specifico. A differenza delle multinazionali, che devono spesso mantenere un messaggio più omogeneo per raggiungere un pubblico globale – anche se in realtà sono molte le aziende internazionali che mirano a raggiungere community più capillari- le PMI possono sfruttare la conoscenza del loro target locali per creare contenuti e campagne che risuonano particolarmente bene con il loro pubblico di riferimento.

4. Metterci la faccia: le PMI sono più propense, anche se non tutti lo hanno ancora ben capito, a personalizzare la loro identità e il loro posizionamento dando un volto alla loro azienda attraverso i social media. Spesso sono i founder, a volte i loro dipendenti chiave o figure esterne che hanno l’obiettivo di dare un volto e concretezza all’azienda. Questo oltre ad aumentare l’identificazione del cliente con il brand, rafforza tutti i punti visti sopra.

Ovviamente è necessario tener conto di tutti i pro e i contro del caso: bisogna valutare il tasso di turn over del personale – se è alto è sconsigliabile – valutare che il personaggio sia in linea con i valori e la filosofia dell’azienda e altri criteri e leve da manovrare con cura e adeguatezza per non inciampare in rischi reputazionali.

5. Connessione profonda con il territorio: le piccole medie imprese infatti che utilizzano i social media per mostrare il loro impatto diretto sulla comunità locale possono essere molto efficaci sia online che offline. Aumentando di conseguenza il coinvolgimento e la visibilità in modi che le grandi aziende potrebbero non riuscire a replicare. Spesso le PMI collaborano a livello local con altre realtà e creano una rete sia online che offline molto potente.  L’ impatto comunicativo è meno esteso, ma più efficace.

La Redazione

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