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12/10/2026
Finanza

Brevetti+, Disegni+ e Marchi+: 32 milioni per le PMI, bandi 2026 entro fine settembre

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy conferma per il 2026 Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, le tre misure rivolte alle piccole e medie imprese per sostenere la valorizzazione e la tutela degli asset di proprietà industriale.

Il decreto direttoriale del 28 luglio 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 200 del 29 agosto, assegna complessivamente 32 milioni di euro: 20 milioni a Brevetti+, 10 milioni a Disegni+ e 2 milioni a Marchi+. La ripartizione è la stessa utilizzata per l’annualità 2025.

La notizia più rilevante per le imprese, tuttavia, è anche quella che richiede maggiore attenzione: gli sportelli non sono ancora aperti.

Il decreto stabilisce che gli avvisi di riapertura debbano essere adottati dalla Direzione generale per gli incentivi alle imprese e pubblicati in Gazzetta Ufficiale e sul sito dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento, quindi entro la fine di settembre. Saranno questi avvisi a stabilire le date effettive di apertura e le condizioni operative dell’edizione 2026.

Perché conviene prepararsi prima dell’apertura

L’esperienza del 2025 suggerisce di non aspettare la pubblicazione della data dello sportello per iniziare a predisporre la domanda.

Lo scorso anno Brevetti+ aprì il 20 novembre, Marchi+ il 4 dicembre e Disegni+ il 18 dicembre. Per tutte e tre le misure le risorse disponibili risultarono esaurite già nella stessa giornata, tanto che il MIMIT dispose la chiusura degli sportelli a partire dal giorno successivo.

È un elemento particolarmente significativo perché le agevolazioni vengono gestite attraverso procedure valutative a sportello: non si tratta quindi di bandi nei quali sia indifferente presentare la domanda il primo o l’ultimo giorno disponibile.

Per le PMI potenzialmente interessate, settembre dovrebbe essere utilizzato soprattutto per verificare l’ammissibilità del titolo di proprietà industriale, definire il progetto di valorizzazione, individuare i servizi specialistici necessari e predisporre la documentazione richiesta, fermo restando che requisiti, percentuali e massimali definitivi dovranno essere verificati sui nuovi bandi 2026.

Brevetti+: 20 milioni per trasformare il brevetto in valore economico

La quota più consistente, 20 milioni di euro, è destinata a Brevetti+.

L’obiettivo della misura non è semplicemente finanziare il deposito di un brevetto, ma aiutare le PMI a trasformarlo in un asset utilizzabile industrialmente e commercialmente, attraverso l’acquisto di servizi specialistici.

Nell’edizione 2025 erano finanziabili, tra gli altri, servizi legati alla progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione, proof of concept, organizzazione e sviluppo e trasferimento tecnologico. Il contributo poteva raggiungere 140.000 euro, normalmente fino all’80% dei costi ammissibili, elevabile all’85% per le imprese con certificazione della parità di genere e, in determinate condizioni legate alla ricerca pubblica, fino al 100%.

Questi valori rappresentano però le condizioni del bando 2025: sarà necessario attendere l’avviso 2026 per sapere se verranno integralmente confermati.

Disegni+: 10 milioni per industrializzazione e mercato

A Disegni+ sono destinati 10 milioni di euro.

La misura è rivolta alla valorizzazione economica di disegni e modelli industriali e interessa in particolare quelle PMI che possiedono un design registrato e intendono portarlo verso la produzione o rafforzarne la presenza sul mercato.

Nel 2025 erano ammissibili servizi quali la realizzazione di prototipi e stampi, consulenze tecniche sulla produzione e sui materiali, certificazioni, business plan, analisi di mercato, attività di marketing e alcune consulenze legali relative alla protezione del disegno o agli accordi di licenza.

Il contributo arrivava fino all’80% della spesa, con un massimo di 60.000 euro, percentuale elevabile all’85% per le imprese con certificazione della parità di genere.

Anche in questo caso percentuali, requisiti e spese ammissibili dovranno essere confermati dal nuovo bando.

Marchi+: 2 milioni per proteggere il brand sui mercati esteri

Più contenuta la dotazione di Marchi+, pari a 2 milioni di euro, ma anche questa misura può avere un interesse diretto per le PMI impegnate in processi di internazionalizzazione.

Lo strumento è infatti dedicato alla protezione dei marchi italiani attraverso la registrazione presso l’EUIPO, per i marchi dell’Unione europea, oppure attraverso l’OMPI/WIPO, per la registrazione internazionale.

Nel bando 2025 la misura EUIPO copriva fino all’80% delle spese ammissibili, con un massimo di 6.000 euro per marchio, mentre la misura internazionale arrivava al 90%, fino a 9.000 euro per marchio. Per le imprese dotate di certificazione della parità di genere le percentuali salivano rispettivamente all’85% e al 95%.

Non solo tutela: la proprietà industriale come investimento

Il filo conduttore dei tre strumenti è la progressiva trasformazione della proprietà industriale da adempimento prevalentemente legale a leva di competitività aziendale.

Per un’impresa innovativa, infatti, depositare un brevetto, registrare un design o proteggere un marchio costituisce soltanto una prima fase. Il valore economico emerge quando questi asset vengono utilizzati per differenziare il prodotto, industrializzare un’innovazione, concedere licenze, entrare in nuovi mercati o aumentare la capacità dell’impresa di difendere il proprio posizionamento competitivo.

La domanda di protezione della proprietà industriale è peraltro in crescita. Secondo il MIMIT, nel 2025 le domande italiane di brevetto per invenzione industriale hanno raggiunto quota 11.996, con un aumento del 18,2% rispetto al 2024.

Cosa devono fare ora le imprese

In attesa dei tre avvisi 2026, per le aziende interessate è quindi opportuno procedere già alla verifica dei titoli posseduti e della loro data di deposito o registrazione, definire il progetto che si intende finanziare, raccogliere preventivi e individuare i consulenti o fornitori specialistici.

Occorrerà soprattutto controllare con attenzione il nuovo testo dei bandi prima della presentazione della domanda. I 32 milioni sono già ufficialmente stanziati; massimali, requisiti puntuali, spese ammissibili e date di apertura 2026 saranno invece definiti dagli avvisi attesi entro fine settembre.

Considerata la velocità con cui sono state assorbite le risorse nel 2025, arrivare all’apertura dello sportello con il progetto ancora da costruire potrebbe significare, nei fatti, arrivare troppo tardi.

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