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22/06/2026
Focus

Turismo accessibile: a Genova il confronto internazionale sulle destinazioni inclusive e smart

Il turismo accessibile non è più un tema laterale del settore, né una voce da affrontare soltanto in termini di adeguamento normativo o responsabilità sociale. È, sempre più chiaramente, una delle grandi direttrici di sviluppo dell’economia turistica europea, con un valore stimato di oltre 400 miliardi di euro, più di 100 milioni di cittadini coinvolti e circa 9 milioni di posti di lavoro sostenuti.

Sono questi alcuni dei numeri emersi a Genova in occasione del convegno internazionale “Destinazioni turistiche inclusive e smart: strategie per l’innovazione”, organizzato dall’European Network for Accessible Tourism – ENAT, in collaborazione con il centro AccessibleEU, istituito dalla Commissione Europea, e con AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla. L’iniziativa ha riunito circa 300 partecipanti provenienti da 43 Paesi, confermando quanto il tema dell’accessibilità sia ormai al centro delle strategie di destinazione, delle politiche pubbliche e della competitività turistica.

Il confronto ha coinvolto rappresentanti della Commissione Europea, di UN Tourism, del Ministero del Turismo, del Ministero per le Disabilità, della Regione Liguria, del Comune di Genova, delle European Capitals of Tourism, oltre a esponenti del mondo associativo, accademico e imprenditoriale. Una composizione ampia, che riflette la natura trasversale del turismo accessibile: non riguarda soltanto le strutture ricettive o i servizi di assistenza, ma la capacità complessiva di un territorio di accogliere, informare, orientare e rendere fruibile la propria offerta.

In Italia, secondo i dati presentati durante i lavori, il turismo accessibile genera 8,8 milioni di arrivi e 38,4 milioni di presenze nelle strutture ricettive, pari all’8,2% del totale nazionale, con un impatto economico che sfiora i 10 miliardi di euro considerando l’intero indotto. Numeri che aiutano a superare una lettura riduttiva dell’accessibilità come costo aggiuntivo, mostrando invece come essa rappresenti un investimento in qualità, innovazione, reputazione e crescita.

Nel corso del convegno è emersa con forza la necessità di accelerare su più fronti: accessibilità delle infrastrutture, mobilità inclusiva, innovazione digitale, formazione degli operatori, accesso al patrimonio culturale e costruzione di modelli condivisi a livello europeo. Le destinazioni che sapranno integrare questi elementi non saranno semplicemente più inclusive, ma anche più efficienti, più attrattive e più preparate a rispondere a una domanda turistica in profonda trasformazione.

Il 2026 offre inoltre una cornice particolarmente significativa, perché segna il ventesimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che riconosce la piena partecipazione alla vita sociale, culturale e ricreativa come un diritto fondamentale. In questo contesto, il turismo diventa uno spazio concreto di cittadinanza, oltre che un settore economico.

Nel messaggio inviato ai promotori e ai partecipanti, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha richiamato le iniziative avviate dal Ministero, tra cui un Fondo interministeriale da 50 milioni di euro destinato alle Regioni per sostenere progetti di turismo accessibile, migliorare i servizi e promuovere percorsi formativi legati all’accoglienza delle persone con disabilità. Anche la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha sottolineato l’importanza di lavorare insieme — istituzioni nazionali e territoriali, operatori privati, servizi turistici e Terzo Settore — per garantire informazioni corrette e rendere realmente accessibili spiagge, mare, montagna, percorsi e luoghi della cultura.

Il messaggio che arriva da Genova è chiaro: una destinazione accessibile non è soltanto una destinazione più giusta, ma una destinazione più forte. Investire nell’accessibilità significa migliorare l’esperienza di tutti, ampliare il mercato, rafforzare la qualità dei servizi e costruire territori più capaci di generare valore nel lungo periodo.

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