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19/04/2026
Finanza

ZES Unica del Sud: opportunità concrete per investire nel Mezzogiorno

Contributo a cura di Antonio D’Aniello su gentile concessione di ITS Journal.

L’opportunità offerta dalla ZES Unica del Sud Italia è stata presentata anche a Londra, durante un evento organizzato presso l’Ambasciata d’Italia in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

L’incontro era dedicato a imprese e investitori internazionali interessati a sviluppare attività nel Mezzogiorno, un’area che negli ultimi anni è tornata al centro di importanti politiche di incentivo agli investimenti produttivi.

Cos’è la ZES Unica

Dal 2024 tutte le regioni del Sud Italia sono state incluse in un’unica Zona Economica Speciale (ZES), con l’obiettivo di ridurre il divario strutturale con il Nord del Paese e favorire nuovi insediamenti produttivi.

Le regioni coinvolte sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Umbria.

All’interno di questa area le imprese possono beneficiare di:

– incentivi fiscali importanti

– procedure amministrative semplificate

– agevolazioni per investimenti produttivi e immobiliari

L’obiettivo è rendere il Sud Italia più competitivo per nuovi progetti industriali, logistici, turistici e tecnologici.

Il credito d’imposta: come funziona davvero

Il principale strumento di incentivo è il credito d’imposta sugli investimenti.

In pratica, una parte dell’investimento effettuato dall’impresa viene trasformata in un credito fiscale utilizzabile per compensare:

– imposte

– contributi previdenziali

– altri debiti fiscali

Questo significa che una quota rilevante dell’investimento può essere recuperata nel tempo riducendo il carico fiscale, migliorando quindi la sostenibilità finanziaria del progetto.

La percentuale teorica massima può arrivare fino al 60% dell’investimento, anche se nella pratica la percentuale effettiva dipende dalle risorse disponibili e dal numero di domande presentate.

Ad esempio, nel 2025 il credito effettivamente attribuito è stato intorno al 36%, con ulteriori integrazioni previste in seguito alla rideterminazione delle risorse in legge finanziaria.

Per questo motivo è importante considerare sempre il credito con prudenza nella pianificazione finanziaria.

Quali investimenti sono ammessi

Una caratteristica interessante della ZES è che l’investimento può includere non solo beni produttivi, ma anche componenti immobiliari.

Nel piano di investimento possono essere inseriti:

– macchinari

– impianti produttivi

– attrezzature

– arredi

– immobili strumentali all’attività

Il valore degli immobili può arrivare fino al 50% dell’investimento complessivo.

L’investimento minimo richiesto è 200.000 euro.

Strumenti finanziari utilizzabili

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che possono essere utilizzati anche strumenti come:

– rent to buy

– leasing immobiliare

– acquisti tramite società veicolo

Questi strumenti possono rendere l’investimento più flessibile, soprattutto quando si tratta di progetti immobiliari o turistici.

Alcuni esempi pratici

Strutture turistiche

Un investitore può acquistare e ristrutturare un immobile da destinare a:

– strutture extralberghiere (case vacanza, b&b)

– boutique hotel

– struttura ricettiva per turismo internazionale

Il credito d’imposta può coprire parte dei costi di:

– acquisto dell’immobile

– arredi

– impianti tecnologici.

Charter nautico

Un altro esempio frequente riguarda l’acquisto di imbarcazioni da destinare al charter nautico, settore in forte crescita nelle regioni costiere del Sud.

Anche in questo caso l’investimento può beneficiare del credito d’imposta.

Attività produttive o logistiche

Molte imprese utilizzano la ZES per:

– aprire stabilimenti produttivi

– creare hub logistici

– espandere sedi operative già esistenti.

Attenzione alla pianificazione finanziaria

È importante ricordare che il meccanismo di assegnazione del credito funziona a riparto.

In altre parole:

1. le imprese presentano le domande

2. viene calcolato il totale degli investimenti

3. le risorse disponibili vengono distribuite proporzionalmente.

Questo significa che la percentuale effettiva può variare.

Per questo motivo è sempre consigliabile strutturare l’investimento in modo sostenibile anche senza considerare l’incentivo al 100% del valore teorico massimo.

Supporto per imprese e investitori

Molte opportunità offerte dalla ZES e dagli altri incentivi pubblici rimangono poco utilizzate, spesso perché le imprese non conoscono gli strumenti disponibili o non hanno supporto nella preparazione delle domande.

Per questo motivo i nostri consulenti sono a disposizione per assistere imprese e investitori nelle diverse fasi del progetto:

– analisi preliminare dell’investimento

– individuazione dei bandi e degli incentivi disponibili

– preparazione delle domande di finanziamento

– strutturazione dell’operazione immobiliare o industriale

– creazione di nuove società o veicoli di investimento.

In molti casi è possibile combinare più strumenti pubblici, nazionali e regionali, migliorando significativamente la sostenibilità economica dei progetti.

Per maggiori informazioni contatta pure la Redazione, l’autore Antonio D’Aniello o ITS ITALY

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