15/01/2026
Focus

Certificazioni ESG: tra leva di crescita e vincolo burocratico


Analisi a partire dall’articolo “L’incertezza normativa spinge le certificazioni di sostenibilità” pubblicato su Il Sole 24 Ore dell’11 marzo 2025, a firma di Anna Zavaritt.

Negli ultimi anni, il tema della sostenibilità è diventato centrale nel mondo aziendale, spingendo sempre più imprese ad adottare certificazioni ESG (Environmental, Social, Governance). Tuttavia, come evidenziato nell’articolo pubblicato qualche giorno fa su Il Sole 24 Ore, la crescita delle certificazioni sembra essere più una risposta all’incertezza normativa che una reale spinta strategica.

Secondo i dati riportati nell’articolo, nel 2024 si è registrato un aumento significativo delle certificazioni:

  • +12% per la ISO 14001 (gestione ambientale),
  • +18% per la ISO 45001 (sicurezza sul lavoro),
  • +136% per la certificazione UNI PdR 125 (parità di genere).

L’accelerazione è legata alle nuove direttive europee, in particolare la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), che impongono obblighi di rendicontazione e responsabilità ESG sempre più stringenti. Questo scenario sta spingendo le aziende, soprattutto le PMI, a certificarsi per prevenire rischi normativi e garantire la propria competitività, anche in vista dell’accesso a finanziamenti, appalti pubblici e partnership con grandi imprese.

Certificazione: strumento di crescita o ostacolo per le PMI?

Se per le grandi aziende le certificazioni ESG sono parte integrante della loro strategia di sostenibilità, per le PMI possono rappresentare un costo significativo e un impegno gestionale non sempre sostenibile.

Il rischio per le imprese di piccole e medie dimensioni è che il costo di una certificazione possa essere elevato, sia in termini economici che di tempo e risorse interne. Se la certificazione diventa un requisito per accedere a mercati e forniture, le PMI potrebbero trovarsi in una posizione di svantaggio competitivo rispetto alle grandi imprese. Inoltre, molte di esse hanno difficoltà a tradurre le certificazioni in un reale valore aggiunto, soprattutto se non supportate da una strategia ESG ben strutturata.

Nonostante ciò, le certificazioni ESG restano un’opportunità di crescita per le PMI, a condizione che siano parte di un percorso strategico e non solo un adempimento burocratico.

Il valore delle certificazioni: un sistema efficace?

L’aumento delle certificazioni è indubbiamente un segnale positivo, ma solleva anche alcune riflessioni critiche. È importante comprendere se le certificazioni riflettono un cambiamento reale nei processi aziendali o se sono solo un’etichetta necessaria per restare nel mercato. Allo stesso modo, il sistema delle certificazioni deve garantire un impatto misurabile sulla sostenibilità e non diventare autoreferenziale.

Affinché la certificazione non sia un semplice bollino, è fondamentale che venga accompagnata da un cambiamento concreto nei modelli di business, con obiettivi chiari e misurabili. Solo così la sostenibilità potrà essere una leva di crescita e innovazione e non un mero obbligo da adempiere.

Conclusioni: la certificazione come mezzo, non come fine

L’articolo de Il Sole 24 Ore mette in evidenza una verità importante: le certificazioni ESG sono in crescita, ma il loro valore dipenderà dall’approccio con cui le imprese le adottano.

Se usate strategicamente, possono aiutare le aziende a migliorare la loro efficienza, accedere a nuovi mercati e differenziarsi dalla concorrenza. Se percepite solo come un obbligo burocratico, rischiano di diventare un costo senza un reale ritorno.

Le imprese devono quindi andare oltre la logica del semplice certificato e considerare la sostenibilità un processo di trasformazione continua. Solo così le certificazioni potranno davvero rappresentare un vantaggio competitivo e non un ostacolo.

Come vedete il ruolo delle certificazioni ESG nelle imprese? Sono un’opportunità concreta o un vincolo burocratico sempre più stringente?

Aspetto i vostri commenti

Salvatore Vitiello, Chief Operating Officer – SmL Service Consulting

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