L’invito arriva da Silvia Zanella, giornalista e autrice del libro: Basta lavorare così (Bompiani)

Il lavoro è un argomento di attualità che coinvolge tutta la popolazione. Diventa sempre più complesso gestire il tempo per trovare spazi di libertà da dedicare a sé stessi. A volte rischiamo di stare male per il lavoro, specialmente quando viviamo periodi di forte stress. I giovani che entrano nel mercato del lavoro non si fanno scrupoli a denunciare il malcontento e i responsabili delle risorse umane che cercano personale conoscono bene la situazione: non siamo disposti a scegliere tra il lavoro e la vita. Siamo arrivati al punto che le dimissioni spontanee aumentano, la motivazione è ai minimi storici, la salvaguardia dell’equilibrio personale è sempre meno negoziabile. È giunto il momento di riscrivere le regole del gioco, per il bene di tutti. Per sempre.
A evidenziare questi aspetti è Silvia Zanella, fra le voci più riconosciute e apprezzate nel panorama delle Risorse Umane, con il suo libro Basta lavorare così – Come trovare un equilibrio felice tra vita e lavoro – editore Bompiani collana Overlook – pagine 224 – prezzo 18 euro.
Con lei entriamo nell’argomento del volume per approfondire alcuni concetti.
Silvia, come cambiare l’approccio al lavoro?
«Cambiare l’approccio al lavoro significa innanzitutto riconoscere che il benessere personale e la produttività professionale sono strettamente collegati. Nel mio libro parlo dell’importanza di non identificarsi completamente con il proprio lavoro, per il bene nostro e del lavoro stesso. È fondamentale capire che il nostro valore non dipende solo dalla nostra carriera, ma anche dalle nostre passioni e competenze al di fuori dell’ambito lavorativo, che portano expertise e valore aggiunto alla nostra professionalità. Le aziende devono far lavorare le persone con maggiore autonomia e responsabilizzazione, dando delega e fiducia».
Quanto incide la tecnologia nel giusto equilibrio tra lavoro e vita privata?
«La tecnologia ha un impatto enorme sull’equilibrio tra lavoro e vita privata. Da un lato, rende il confine tra lavoro e vita personale sempre più sfumato, permettendo una maggiore flessibilità ma anche rischiando di invadere e fagocitare il nostro tempo personale. Gli strumenti digitali possono facilitare la gestione del lavoro, migliorare la produttività e permettere una migliore conciliazione tra impegni lavorativi e personali. Tuttavia, è importante saper gestire la reperibilità continua e trovare un equilibrio che permetta di sfruttare i vantaggi della tecnologia senza subirne gli effetti negativi. Senza dimenticare la promessa dell’intelligenza artificiale di liberarci dai task ripetitivi e di scarso valore aggiunto».
Che ruolo assumono gli imprenditori e di quali responsabilità dovrebbero caricarsi?

«Gli imprenditori – così come i manager – hanno un ruolo cruciale nel plasmare la cultura aziendale e nel garantire il benessere dei dipendenti. Hanno la responsabilità etica di promuovere un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso, evitando discriminazioni e molestie. Devono essere pronti a innovare e adattare i modelli organizzativi per rispondere alle nuove esigenze del mercato e dei lavoratori. Investire nel benessere dei dipendenti non solo migliora la qualità della vita lavorativa, ma aumenta anche la produttività e la retention. In sostanza, un imprenditore deve vedere il benessere dei propri dipendenti come un investimento strategico per il successo dell’azienda».
Il nuovo paradigma economico stravolge la modalità di lavoro, introducendo lo smart working. Come reagire a questo cambiamento?
«Il passaggio allo smart working rappresenta una trasformazione significativa. È fondamentale fornire ai dipendenti gli strumenti e le competenze necessarie per lavorare efficacemente nel mix presenza/remoto, puntando sulla responsabilizzazione e sulla collaborazione. Inoltre, trovare un equilibrio tra lavoro in presenza e lavoro da luoghi terzi è essenziale per valorizzare i momenti di incontro fisico, che sono importanti per rafforzare le relazioni e la coesione del team. Lo smart working non è quasi per niente una questione di tecnologia, ma soprattutto di cultura aziendale e di gestione delle persone».
Come immaginare un nuovo modo di lavorare?
«Immaginare un nuovo modo di lavorare significa ripensare radicalmente i modelli tradizionali. Dobbiamo offrire modalità di lavoro flessibili che si adattino alle esigenze individuali, del team e dei clienti. Promuovere una cultura dell’innovazione che incoraggi la sperimentazione e l’adozione di nuove tecnologie, creando ambienti di lavoro che favoriscano la salute fisica e mentale. Solo così possiamo costruire un futuro del lavoro più umano, sano e sostenibile».
Chi è Silvia Zanella
Ha lavorato in Italia e all’estero per le più grandi aziende di HR e di consulenza. Da anni parla di futuro del lavoro attraverso un’intensa attività di speaker, autrice, giornalista e formatrice. Ha all’attivo numerosi titoli e collane sulla leadership e l’innovazione HR. Per Bompiani ha pubblicato Il futuro del lavoro è femmina, tradotto anche all’estero. Il suo sito è silviazanella.com
Francesco Fravolini