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22/04/2026
Marketing

Rinaldi 1957 celebra l’importanza della gentilezza

Si tratta di uno storico importatore e distributore nazionale di spirits e vini a Bologna


Rinaldi 1957, storico importatore e distributore nazionale di spirits & vini, sceglie il suo nuovo look & feel e rinnova la sua proposta di vini, affiancando alla storica Maison Jacquart sei nuovi vignerons rappresentativi delle aree più note di produzione dello Champagne. Il 2025 segna una svolta per Rinaldi 1957 che rinnova la sua immagine per riflettere la filosofia aziendale profondamente umana. La nuova immagine firmata dal designer inglese Marcello Minale della Minale & Tattersfield e figlio d’arte di uno dei più importanti creativi negli anni ‘50, presenta linee morbide e avvolgenti che richiamano gli anni ’60, con un tocco moderno e deciso dato dal colore nero. Una trasformazione visiva che si riflette anche nei nuovi cataloghi e nel sito aziendale, online ufficialmente da marzo, a cui il proprietario di Rinaldi 1957, Giuseppe Tamburi, ha voluto dare forma proprio in questo primo mese dell’anno per rappresentare la visione anticonformista dell’azienda che da sempre celebra l’importanza della gentilezza.

Con Giuseppe Tamburi (in foto), proprietario di Rinaldi 1957, conosciamo il cambiamento dell’azienda e le nuove sfide economiche da adottare nel futuro.

Perché scegliere la gentilezza come comunicazione del brand?

«Perché siamo da sempre anticonformisti. In un mondo sempre più tecnologico, incentrato sull’ossessione per i numeri, noi ci dichiariamo fieramente human centric: empatia e gentilezza sono i tratti distintivi di Rinaldi. Crediamo che il valore delle relazioni umane sia la chiave del successo».

Quali sono le nuove esigenze dei consumatori?

«I consumatori sono sempre più attenti alla qualità: consumano meno, ma meglio. Se prendiamo il vino, ad esempio, è aumentata in Italia la percentuale di adulti che lo consumano, ma è diminuita la frequenza. Da prodotto quotidiano il vino è diventato un bene edonistico, che vuole soddisfare non solo il palato, ma anche l’anima. Ecco perché noi di Rinaldi cerchiamo sempre delle storie extra-ordinarie dietro a un prodotto».

Quali politiche l’azienda adotta per affrontare la diminuzione del consumo degli alcolici in questo momento storico?

«Nell’ambito spirits cerchiamo prodotti d’eccellenza, gratificanti, che rappresentino una carezza quotidiana. Il concetto del buon bere, magari la sera, quando si torna a casa e si vuole chiudere la giornata con qualcosa di buono, che soddisfi. Nell’ambito vini, abbiamo appena inserito 6 vignerons delle principali zone della Champagne, accanto alla storica Maison Jacquart. Questa scelta è stata fatta per valorizzare i vini spumanti e offrire ai clienti delle vere rarità. A Vinitaly ci saranno dei nuovi lanci da parte del Trento DOC 601, del Franciacorta Santus e del Prosecco Serre di Pederive».

Sui mercati esteri come si colloca l’azienda?

«Al momento l’azienda è un importatore e distributore solo su territorio italiano».

Curiosità e passione caratterizzano Rinaldi 1957. Qual è il messaggio che volete inviare ai consumatori mediante i vostri prodotti?

«Dal 1957, selezioniamo con cura eccellenze nel mondo del bere, con un occhio di riguardo alla storia e alla tradizione. Il nostro approccio è guidato da una profonda passione e curiosità, valori che ci spingono a ricercare e proporre prodotti unici, capaci di raccontare la loro storia e di emozionare. Vogliamo che i nostri clienti, attraverso i nostri prodotti, possano vivere un’esperienza sensoriale unica, un viaggio nel gusto e nella cultura del buon bere. Desideriamo trasmettere loro l’amore per la qualità e l’attenzione ai dettagli che da sempre ci contraddistinguono».

FOCUS

Rispondere ai nuovi bisogni

«Nonostante la contrazione nel consumo di alcolici – si legge in una nota – dovuta principalmente all’incertezza internazionale, ai cambiamenti climatici, alle nuove restrizioni sul codice della strada e, non da ultimo, al sober curious movement, il consumo di vino continua a crescere in diffusione, ossia più persone bevono (55% della popolazione), ma più sporadicamente (71%). In particolare, sono le donne, arrivate al 45%, a far crescere il dato generale. È per questo motivo che Rinaldi 1957, con l’inizio del nuovo anno, rinnova anche la proposta di vini, affiancando alla storica Maison Jacquart, sei nuovi vignerons rappresentativi delle aree più note di produzione dello Champagne, tra cui Montagne de Reims, Côte de Bars, Vallée de la Marne, Côte des Blancs».

Storia dell’azienda

«Il viaggio di Rinaldi 1957 Spa ha inizio nel cuore di Bologna – si legge in una nota – alla fine degli anni ‘50 con i fratelli Vittorio e Rinaldo. Nel 1983, non avendo eredi interessati a proseguire il percorso aziendale, vendono l’azienda al Gruppo Buton, di proprietà della famiglia Sassoli de Bianchi. Dieci anni dopo, Giuseppe Tamburi, membro della famiglia Sassoli de Bianchi, decide di acquistare la Fratelli Rinaldi Importatori. L’azienda nel corso del tempo ha creato un portfolio con oltre 130 marchi italiani e stranieri tra vini e spirits, con particolare assortimento nei rum e whisky. Oggi, Rinaldi 1957 ha chiuso il 2024 con un fatturato di 22,3 milioni di euro, una rete di 150 agenti e un portfolio che continua a crescere in qualità e prestigio».

Cultura e storie extra-ordinarie

Nel settore dei superalcolici, Rinaldi 1957 punta su marchi che uniscono precisione e passione, creando esperienze in grado di catturare la cultura di un territorio e le storie extra-ordinarie che svelano, sorso dopo sorso. «È un approccio che si riflette nei numeri e nei risultati dell’azienda –come si legge in una nota – che ha chiuso il 2024 con un fatturato di 22,3 milioni di euro, una rete di 150 agenti e un portfolio con oltre 130 marchi italiani e stranieri tra vini e spirits che continua a crescere in qualità e prestigio».

Francesco Fravolini

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