
Vivono nel Paese che hanno scelto, ma raggiungono soprattutto un pubblico internazionale. Il 24 settembre a Roma saranno presentati i primi risultati di RELOCALS, una ricerca su chi arriva dall’estero, mette radici in Italia e ne racconta opportunità e contraddizioni.
Che cosa succede quando a raccontare l’Italia nel mondo sono persone nate altrove che oggi ci vivono? Non soltanto viaggiatori di passaggio, ma professionisti, giornalisti e creator che conoscono il Paese attraverso la vita quotidiana.
È la domanda da cui parte RELOCALS, il progetto di ricerca i cui primi risultati saranno presentati giovedì 24 settembre, alle 17, al Centro Studi Americani di Roma. La prima fase ha raccolto le risposte di 103 persone nate all’estero che hanno scelto di vivere in Italia. Tra loro, 43 si definiscono esplicitamente creator, giornalisti o storyteller. Una stima prudenziale delle audience dichiarate indica, nel complesso, circa un milione di contatti: non un milione di persone uniche o di lettori raggiunti, ma la misura di un potenziale comunicativo già presente nel Paese.
La scoperta più interessante, però, riguarda quello che raccontano. Per il 75,7% degli intervistati, vivere in Italia ha cambiato il modo di descriverla. All’attrazione per le relazioni umane, il paesaggio e la cultura si affianca una conoscenza diretta degli ostacoli: burocrazia, trasporti, salari, lavoro e casa. L’84,5% considera l’idea dell’Italia come una «vacanza permanente» uno dei principali equivoci sulla vita nel Paese.
Anche le ragioni che li hanno portati qui sfidano qualche luogo comune. Nelle risposte prevalgono il costo della vita, le opportunità immobiliari, lo stile di vita e il clima; il lavoro compare molto più indietro. Inoltre, il 64,1% non pensava inizialmente di restare così a lungo. Per molti, la decisione di mettere radici è maturata dopo l’arrivo.
C’è poi un aspetto economico da approfondire: il 63,1% dichiara di generare il proprio reddito principalmente fuori dall’Italia. Sono persone che vivono e spendono nel Paese, pur non dipendendo soprattutto dal mercato del lavoro italiano. La ricerca successiva dovrà misurare meglio quanto di quel reddito venga speso o investito nei territori in cui abitano.
RELOCALS mette in luce anche una distanza tra presenza e coinvolgimento. Il 77,7% dichiara una qualche forma di partecipazione alla comunità locale, ma il 65% afferma di non essere mai stato invitato da enti, organizzazioni o imprese a condividere prospettive, competenze o pubblico. È un’occasione ancora poco esplorata per i territori che vogliono capire come vengono vissuti e raccontati oltre confine.
I risultati vanno letti per quello che sono: una prima indagine esplorativa, basata su un campione selezionato e non rappresentativa di tutte le persone nate all’estero che vivono in Italia. Offrono però uno spunto preciso per la discussione: chi sceglie di trasferirsi qui può diventare una voce autorevole sul Paese proprio perché ne conosce sia i punti di forza sia le difficoltà.
L’incontro romano presenterà i risultati preliminari di RELOCALS nell’ambito della collana NOMAG Research, promossa da NOMAG, ITS Italy e We the Italians. Sarà anche l’occasione per anticipare il roadshow previsto in diverse città italiane tra gennaio e giugno 2027. Il rapporto RELOCALS – Preliminary Findings: The First 103 sarà disponibile gratuitamente per il download al termine dell’evento e sul sito di NOMAG (www.nomag.world)
RELOCALS – presentazione dei primi risultati
Giovedì 24 settembre 2026, ore 17
Centro Studi Americani, Via Michelangelo Caetani 32, Roma
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