15/01/2026
Management

«Inclusione e diversity sono le voci meno considerate nei piani aziendali del 2025»


Benessere e performance: oggi più che mai, due parole inseparabili. Due aspetti che si completano.

È quanto emerge da un report  fresco di pubblicazione su un’indagine nazionale condotta tra novembre 2024 e gennaio 2025 dalla società Be.Evolving, di cui sono fondatore, e che ha coinvolto un campione rappresentativo di HR e decision maker di medie e grandi aziende italiane.

Obiettivo? Capire dove stanno andando davvero le organizzazioni, al di là delle mode del momento.

Abbiamo ascoltato chi ogni giorno si confronta con le persone e quello che abbiamo intercettato è chiaro: non c’è più tempo per progetti scollegati o iniziative spot.

Serve una visione integrata, che tenga insieme cultura, benessere, leadership e risultati.

Perché se le persone non stanno bene, la performance non arriva. E questo oggi è un dato, non un’opinione.

Dal report emergono tre priorità trasversali alle aziende, indipendentemente dal settore o dalla dimensione:

– Ripensare il ruolo della leadership, che oggi deve diventare inclusiva, ispirazionale e co-creativa.

– Lavorare sull’engagement reale, che non può più limitarsi a benefit o survey annuali.

– Valutare la performance in modo nuovo, più umano, fluido e centrato sulla crescita.

Il manager del futuro non è un gestore di task, ma un generatore di senso. Chi guida un team oggi deve allenare fiducia, trasparenza e presenza. E deve avere il coraggio di mettersi in gioco.

Gli investimenti che contano davvero

Molte aziende stanno già riorientando i propri investimenti:

– Le Corporate puntano su innovazione, leadership e formazione continua.

– Le Medie Imprese mettono al centro il coaching, la gestione del cambiamento e la coesione tra team.

– Le PMI cercano strumenti concreti per formare, supportare e trattenere i talenti.

C’è voglia di concretezza. Le imprese non vogliono consulenza astratta: cercano percorsi tangibili, personalizzati, misurabili. Vogliono partner, non fornitori.

Un dato che preoccupa: la D&I ancora in fondo alla lista

Inclusione e diversity sono ancora tra le voci meno considerate nei piani aziendali del 2025.

È un segnale preoccupante.  L’innovazione nasce dal confronto tra visioni diverse. Se escludiamo la diversity dai nostri modelli organizzativi, non solo perdiamo in valore umano, ma anche in competitività.

Come si misura il successo?

Oggi la misurazione si gioca su tre fronti:

– Il clima aziendale, percepito dalle persone.

– La soddisfazione reale, non solo a parole.

– La produttività sostenibile, che guarda al lungo termine.

I numeri vanno ascoltati, non solo raccolti. E devono servire a prendere decisioni migliori, più umane, più strategiche.

Il rapporto con i consulenti

Le aziende non vogliono più sapere se hai fatto un intervento efficace. Vogliono sapere: le persone sono cresciute? Il clima è migliorato? Il team è più coeso? La risposta dev’essere visibile, concreta, condivisa.

Il report completo è disponibile su richiesta attraverso il sito ufficiale di Be.Evolving be-evolving.it

Alessandro Lomis, Managing Director di Be.Evolving 

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